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I molti commenti sul pezzo dedicato alla tragedia di Prato

Commenti (1) Varie ed eventuali

Carmine Ferrara:

Che tutti sapessero penso sia fuori discussione.

Naturalmente viene da porsi la domanda: dove erano le autorità preposte ai controlli?

Ovviamente si sono girate dall’altra parte tollerando un’illegalità diffusa in maniera imbarazzante.

Inps, Inail, Asl, Sindaco, Provincia, Regione, Gdf, Polizia, Carabinieri, cittadini di Prato…tutti assenti.

Poi ci scappano i morti ed allora ecco l’ipocrisia emergere in maniera vergognosa a partire dal messaggio “indignato” di Re Giorgio.

I soliti bla..bla e poi, via tutto come prima.

Povera Italia dove è finita!!!

 

 

Don Backy:

Gli industriali proprietari delle fabbriche hanno venduto tutto ai cinesi.

Per pacchi di milioni contanti.

I gialli hanno licenziato gli operai italiani e fatto arrivare i loro schiavi.

Ora a Prato c’è disoccupazione e schiavismo.

A Santa Croce (mio paese) c’erano novecento concerie.

Ora solo duecentocinquanta.

Se arrivano anche i conciatori cinesi a comprare quelle aziende saremo completamente occupati.

Amen.

 

 

Lorenzo Benzi

Si incendia una fabbrica a Prato, muoiono sette cinesi, si attivano le istituzioni dimostrando un cordoglio momentaneo ed apparente e tutto tra poco tornerà come prima .

Personalmente, a parte il doveroso e sincero rispetto per ogni persona che perde la vita per una disgrazia, la situazione che ha determinato l’evento mi induce ad  altre riflessioni .

Le elenco così come mi vengono in mente, senza nessun studio approfondito in materia .

Gran parte degli imprenditori cinesi che presiedono alle attività cinesi in Italia sono comunque dei delinquenti.

Mi dispiace definirli ‘imprenditori’ per non offendere i nostri connazionali che con i denti tentano di mantenere attive le proprie aziende nel nostro paese.

 Questi cinesi ‘imprenditori’ operano sistematicamente fuori dalle nostre leggi in materia di igiene , sicurezza e orari del lavoro, contratti di categoria, contributi previdenziali, dipendenti ridotti quasi in schiavitù  ecc. ecc. .

Se ne fregano altamente di tutto, tanto i controlli non ci sono .

Grandissima parte del loro ‘fatturato’ viaggia in contanti in barba alle disposizioni che impongono chi supera la cifra di mille Euro di usare assegni o bonifici.

Enormi cifre sono trasferite da banche italiane in Cina senza giustificarne l’origine o legittimare la provenienza delle somme.

Le Aziende Sanitarie Locali, i sindacati, gli ispettorati del lavoro, la guardia di finanzia, l’agenzia delle entrate e chi più ne ha più ne metta, insomma tutti gli Enti che la nostra stramaledetta burocrazia ha prodotto e che sono pronti a vessare i nostri veri imprenditori se sbagliano a stampare una virgola su un foglio, se una macchina non ha le protezioni previste , se un. muratore non indossa il caschetto nel costruire un pollaio, ripeto, dove erano ????

Si da il caso che molti capannoni dove operano i cinesi siano stati abbandonati da operatori italiani che non potevano più reggere alla concorrenza estera.

Bene, sono occupati da cinesi che producono le stesse merci, gli stessi prodotti e loro reggono il mercato e guadagnano.

Sottopagano i dipendenti, li costringono ad orari impossibili ed a condizioni di lavoro disumane, vendono in nero  e non pagano tasse ecc.ecc.

E tutto questo sotto gli sguardi di controllori ciechi o, a pensare male si fa peccato, conniventi.

Un mio amico è stato multato, in un paese qui vicino perché avendo perso il gatto, su invito dei suoi bambini, ha esposto dei cartelli con su scritto  “chi avesse visto un gattino col pelo bianco ed una macchia nera sul muso si rivolga a…………. ”

L’amministrazione comunale aveva ragione, non aveva chiesto l’autorizzazione e non aveva pagato la tassa sulle affissioni 

Povera Italia. i

 

 

Maniglio Botti

E’ vero quanto dici Mauro, e anch’io sottoscrivo qui seduta stante le tue considerazioni e le tue previsioni.

Ma c’è qualcos’altro da dire.

 Sarà anche che lo Stato, a Prato ma non solo, fatica a fare certi controlli, certi interventi: la situazione è difficile, i cinesi sono chiusi, il personale di funzionari è scarso e opera come può…

Eppure qualcosa stride: possibile che in altre circostanze il personale ci sia?

A me è capitato, qualche tempo fa, di uscire da un negozio di alimentari e di dover far vedere la sportina della spesa per mia mamma a due “militari” della Finanza appostati.

Meno male che non avevo buttato via lo scontrino se no erano guai.

Le scorte a politici di diverso ruolo e estrazione si sprecano; i vigili della polizia locale stanno acquattati nei cespugli muniti di costosi strumenti elettronici per multarti se vai a 57 all’ora dov’è previsto il 50 (a me purtroppo è capitato). 

A Prato sono almeno trent’anni che si va avanti così, sono stati scritti libri, analizzate le situazioni economiche, sociali e no, e nei mercati ambulanti puoi ogni giorno acquistare pantaloni a 8 €…

Tutti sanno e vedono tutto, comprese le sbarre alle finestre delle fabbriche-alberghi-gabinetti-templi (forse), tutti sanno e vedono tranne lo Stato o chi per esso.

Poi si piange, dopo avere ingoiato, come i coccodrilli. 

E qui sì, caro papa Francesco che c’era da gridare “Vergogna!”, con tanto di nomi e cognomi però.

Ormai ho già una certa età, magari ancora non veneranda, ma che mi fa dire – come il Paolino Mentasti che lasciava Luino  -: “Andate a dar via il c…”.

A questo punto penso che lo Stato, scriviamolo ancora per vecchio retaggio con la maiuscola, se in qualche modo esiste, stia inesorabilmente e irrimediabilmente naufragando.

Il solito abbraccio, fratellone.

 

 

Michele Infante

Come al solito sei acuto e profondo.

Io mi domando: è possibile che solo quando succedono queste immani tragedie se ne parli, si cerchino i colpevoli e si cerchi di intervenire?

Prato, sarebbe una città da monitorare tutta e occorrerebbe fare tabula raso di chi è causa di questi scempi.

Ma ormai questi governi ci hanno abituato al peggio.

Un caro saluto. 

 

 

Vittorio Salerno

Uno dei motivi, forse il più importante, a causa dei quali questo mondo non ci piace più tanto (ed è difficile raddrizzarlo), io penso sia da individuarsi nella progressiva sconcertante ‘DECRISTIANIZZAZIONE’ del nostro cattolicissimo, una volta, Paese.

Il dio denaro, supportato da illustri, ahimè, politici e uomini di governo, ladri e ipocriti, é stato messo al posto di Gesù Cristo, e non si può vivere senza Dio.

Si torna a essere bestie, con tutto quello che segue…

 

 

Gian Antonio Stella

D’accordo su tutto!

One Response to I molti commenti sul pezzo dedicato alla tragedia di Prato

  1. Giuseppe Rèpaci ha detto:

    Nelle aziende private serie e solide o lungimiranti oltre agli investimenti in ricerca e sviluppo del business aziendale,è emersa,ormai da tempo, l’esigenza di dedicare risorse per lo ” Studio delle Complessità ” ossia attuare quelle analisi socio economiche attraverso l’uso di specifici parametri che possono permettere di correggere la rotta in corso d’opera per mantenere il controllo globale della situazione. Se ci fosse stata già in passato una volontà politica seria e responsabile e realmente dedita al “Bene Comune” e non alla difesa dei soliti centri di potere, lasciando andare in malora il resto, o facendo finta di occuparsi di tutto e di tutti salvo poi giustificarsi con la solita “coperta troppo corta”, forse non saremmo giunti a queste situazioni drammatiche e ingestibili.I sistemi cosidetti democratici di governo sono forieri di conflitti di potere insanabili,malaffare e quanto di peggio si possa immaginare. La Politica, purtroppo, si sa, è l’arte del compromesso ma il compromesso è simile a quel bel vaso di valore caduto in frantumi e poi ricomposto con abbondante uso di collanti ; in apparenza il vaso sembra integro, in realtà è diventato un oggetto privo di valore !!

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