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Cosa ti riserva il futuro?
Il caso Theodore Roosevelt

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Reduce dalla vittoriosa – e per lui gloriosissima, tanto eroicamente si era comportato – missione bellica americana a Cuba, nel 1898 Teodoro Roosevelt fu trionfalmente eletto governatore dello Stato di New York.

Geniale riformatore, buon liberale ed onestuomo, il Nostro si trovò subito in difficoltà nel nuovo incarico visto che di tutt’altro avviso politico e ideologico era l’allora boss repubblicano della futura (verrà così chiamata nei successivi anni Venti/Trenta) ‘Grande Mela’, Tom Platt, il quale non desiderava di certo che qualche “maledetto progressista” gli venisse a rovinare gli affari.

Theodore Roosevelt

Theodore Roosevelt

Ecco, quindi che per allontanare Theodore dalla città e dallo Stato, i capi partito GOP nel successivo 1900 in qualche modo lo obbligarono ad accettare la candidatura alla vice presidenza a fianco di William McKinley la cui rielezione novembrina era più che sicura.

Mai una carriera altrettanto promettente era finita con uguale rapidità: dalla fama nazionale al quasi oblio (il vice presidente in America, tranne casi rarissimi, era all’epoca, e in parte ancora è, figura decisamente ‘minore’ con un peso politico vicino allo zero!) in meno di due anni.

Rassegnato a svolgere misere funzioni di rappresentanza, trascorsi poco più di sei mesi dall’insediamento, ecco che un Roosevelt che possiamo immaginare assai deluso, a seguito dell’assassinio di McKinley, d’improvviso, a soli quarantadue anni, è catapultato alla Casa Bianca!

Sarà un grande presidente.

Fatto è che, come altra volta ho detto, l’uomo scopre solo a posteriori la vera portata degli accadimenti che lo riguardano ragione per la quale, al momento dei fatti e comunque questi si appalesino, è assolutamente illogico e segno di insipienza esultare (poco male, comunque) e, soprattutto, onde evitare ogni possibile negativo e a volte non rimediabile atto, disperarsi.

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