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‘Salvate la tigre’, un capolavoro!

Nessun commento Cinema

Beh, capita, a volte, che ti venga voglia di rivedere un film.

Una di quelle vecchie pellicole che mille anni fa, non si sa perché, ti è rimasta nel cuore.

Così – miracoli della tecnica moderna – noleggi o, molto molto meglio, compri il relativo dvd e ti sdrai sul divano del salotto, davanti al televisore, per gustartelo.

Magari e se possibile, da solo.

Maledizione!

Quasi sempre resti deluso.

Jack Lemmon

Jack Lemmon

Dov’è andata a finire, ti chiedi a volte già dopo pochi fotogrammi, quella magnifica atmosfera tanto fortemente presente nei tuoi ricordi?

E come mai, due o tre decenni orsono, non ti eri accorto che i protagonisti, lungi dall’essere bravissimi, erano semplici mestieranti?

Fatto è che al terribile trascorrere del tempo, nel mondo cinematografico come in quello letterario, resistono solo i veri capolavori.

Così è – l’ho appena verificato – per ‘Salvate la tigre’, la magnifica e lacerante storia di una irrimediabile sconfitta morale raccontata da John Avildsen su sceneggiatura di Steve Shagan nel 1973 e interpretata in modo superbo da tutti, Jack Lemmon in testa.

Resta, quindi, assolutamente comprensibile quello che al riguardo, dopo aver visto il film non ancora definitivamente montato in un cinema di periferia di Roma (era in Italia per girare ‘Che cosa è successo tra mio padre e tua madre?’), ebbe a dire il grande Billy Wilder:

“Per me ha una sola pecca. Non l’ho diretto io!”

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