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Il punto sui due marò

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Martedì 6 agosto 2013.

Mando un pepatissimo sms: prima al direttore e poi al celebre e celebrato inviato di un grande quotidiano.

Lamento il fatto che da tempo la stampa pare essersi totalmente dimenticata dei due marò prigionieri in India.

Il direttore non risponde, ma l’inviato mi chiama.

In buona sostanza, dice che va bene così e che l’intento dei media è quello di non enfatizzare ulteriormente per evitare nuovi irrigidimenti da parte indiana.

Che la Farnesina sta trattando e che pensa che alla fine ne verremo a capo.

Una tattica che non condivido ma che posso capire, ammesso sia vero che il nostro ministero degli esteri si stia dando positivamente da fare.

Aggiunge, però, dell’altro.

A suo parere – ma sarebbe disposto a scommetterci – l’India ce l’ha con noi per due motivi ben precisi.

Il primo è il famoso affare Finmeccanica, quello delle tangenti promesse e non pagate per lo scandalo tirato fuori dalla nostra magistratura.

Il secondo concerne l’offesa recata al governo indiano da Berlusconi allorquando, premier, annullò un viaggio in quel Paese adducendo un “lieve malessere” e mandando all’aria una infinità di programmati e importanti incontri sia a livello governativo che commerciale.

I marò, per quel che lui sa colpevoli di avere ucciso i due pescatori, fungono da capro espiatorio, ma, ripete, dopo che avremo in qualche modo pagato e molto, sia pure condannati, torneranno a casa.

Staremo a vedere, ma, certamente, l’Italia è il Paese col minimo di attributi al mondo!

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