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Superenalotto

Nessun commento Varie ed eventuali

Varese, qualche tempo fa.

Pieno centro.

In fila con almeno altre venti persone nella tabaccheria di Roberto Mazzon, aspetto di giocare al Superenalotto.

In palio un jackpot superiore ai cento milioni di euro e forse già vicino ai centodieci.

A voce alta e senza rivolgermi in particolare ad alcuno, rifletto su quanto potrebbe essere interessante conoscere i desideri degli scommettitori, cosa farebbero in caso di vincita.

Qualche sorriso, molti silenzi…

Solo una voce si leva.

Quella di un signore, non molto bene in arnese alla vista, collocato tre posti davanti a me nella coda, il quale, girando la testa a guardarmi in faccia, con evidente accento meridionale, mi fa:

“Ha presente il palazzo qui appena fuori a sinistra in piazza del Garibaldino? Ebbene, saprà che a vincere sono stato io quando vedrà che lo stanno abbattendo!”

“Ma perché?”, gli chiedo, stupito oltre ogni dire.

“Come?”, replica con uno sguardo e un atteggiamento insieme divertiti e feroci,  “Non è forse la sede storica della Lega Lombarda? Lo compro e lo butto giù: gioco solo per questo!”

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