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Robert Redford, 1937

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‘A piedi nudi nel parco’, ‘Butch Cassidy’, ‘La stangata’, ‘La mia Africa’, il mitico ‘Come eravamo’, ‘Il candidato’…quante le pellicole di ottimo livello interpretate da Robert Redford.

‘I tre giorni del condor’ è, pero’ e a mio parere, il film piu’ rappresentativo di un lungo e fruttuoso periodo dell’attore, quello della denuncia della corruzione del potere, quello della lotta contro gli apparati…

Superato?

Puo’ darsi, ma anche bellissimo.

Robert Redford ne "I tre giorni del condor"

Robert Redford ne “I tre giorni del condor”

I TRE GIORNI DEL CONDOR, 1975

regia di Sydney Pollack

sceneggiatura di Lorenzo Semple jr e David Rayfield ricavata dal romanzo ‘I sei giorni del condor’ di James Grady

con Robert Redford, Faye Dunaway, Cliff Robertson, Max Von Sydow, John Houseman e Carlin Glynn

Sì, è vero. Sei un agente della famigerata CIA ma non hai la licenza di uccidere.

No. Tu leggi.

Anzi, tu e i tuoi pochi compagni di lavoro leggete in quel vecchio palazzotto circondato da grattacieli.

Cosa? Romanzi di ogni genere e tipo che possano in qualche modo essere considerati un pericolo per il tuo Paese.

Che so? Magari contengono messaggi cifrati che siete in grado di decrittare o narrano di complotti o colpi di Stato non così immaginari.

Hai da poco spedito ai capi in Virginia un memorandum, una relazione su un libro particolarmente intrigante. Roba che riguarda il petrolio.

Esci inosservato una mattina da una porta del seminterrato che solo i frequentatori dell’ufficio conoscono per andare a comprare caffè e panini.

Torni e tutti i tuoi amici e colleghi sono morti.

Qualcuno li ha fatti fuori.

Che fare se non seguire la procedura e prendere contatto con la sede centrale della CIA a Langley?

Ti chiedono di farti riconoscere.

Ricordatelo: da questo momento in poi non sei più Joe Turner.

Il tuo nome in codice – quello che conta – è Condor!

E, attento: è chiaro che i killer sono manovrati da uno di Langley.

Ce la farai?

Incredibile che, anche a distanza di tre decenni abbondanti, questa formidabile denuncia della manovre e degli intrighi del potere regga ancora benissimo il campo.

Mitiche le performance di Robert Redford e di Faye Dunaway. Gelido e raffinato il sicario europeo disegnato sullo schermo da Max Von Sydow. Bravo, nel suo ultimo ruolo di peso l’ex premio Oscar Cliff Robertson.

Indimenticabile, con il bel finale sospeso e ‘aperto’, la scena precedente.

E’ l’alba, il Condor e il killer che, improvvisamente, ingaggiato da ‘quelli giusti’, gli è diventato alleato, si allontanano insieme da una porta che hanno or ora chiuso alle spalle.

Il capo dei ‘cattivi’ è appena passato a miglior vita.

Fa freddo…parlano e il fiato che esce con le parole dalle loro bocche è ben visibile.

Il professionista si complimenta con Joe: è ancora vivo! E’ stato in gamba.

Ma quale potrà essere il suo futuro?

Gli porge una pistola…

Fra poco e forse per sempre il Condor dovrà usarla per difendersi.

Magari perfino da chi gli è amico.

E’ ‘allo scoperto’ e non potrà mai più tornare indietro!!!

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