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Ti ricordi di Guido De Rosso?

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1961, in Francia parte la prima edizione del ‘Tour de l’avenir’, corsa a tappe riservata ai dilettanti.

Si corre, qualche decina di chilometri in meno, sulle stesse strade della ‘Grande Boucle’.

Si affrontano Pirenei, Alpi, Massiccio Centrale…

I giornali, non solo quelli sportivi, seguono con attenzione.

Pronti via: un italiano vince e bene.

Guido de Rosso

Guido de Rosso

Si chiama Guido De Rosso e promette.

Da prof deluderà, ma non lo sappiamo.

Dopo di lui, solo altri tre azzurri vinceranno ‘l’avenir’: un futuro grande delle due ruote come Felice Gimondi (primo nel 1964, l’anno dopo si imporrà tra i professionisti nella ‘Grande Boucle’, doppietta mai più riuscita), un buon corridore peraltro incompiuto come G.B. Baronchelli, una meteora come Mino Denti.

Dopo, il nulla.

Guardando agli stranieri, a dimostrazione del fatto che il passaggio di categoria non è facile, pochi, a dire il vero, tra i primi classificati nel Tour Baby quelli in grado più avanti di affermarsi almeno in uno dei tre giri prof di peso: Joop Zoetemelk, Greg LeMond, Miguel Indurain, Laurent Fignon, Denis Menchov.

Un discorso a parte merita il colombiano Nairo Quintana, vincente all’avenir nel 2010 e secondo quest’anno al Tour dei grandi.

Secondo in generale, primo nella classifica dei giovani e nel gran premio della montagna.

Sarà un ‘crack’?

Lo vedremo.

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