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Le Grotte di Valganna

Commenti (1) Amarcord

26 luglio, fa caldo.

“Domani sera usciamo. A cercare un po’ di fresco”.

“Va bene”, rispondo faceto, “Andiamo alle Grotte di Valganna”.

Per usare una frase ‘stra fatta’, “Come cambia il mondo!”

Fino ai primi anni Novanta, davvero, quanti a Varese volessero trovare refrigerio e respingere caldo e afa, bastava percorressero i primi chilometri della Valganna, per arrivare là, appena superati gli stabilimenti della Birra Poretti.

Due o tre trattorie, dall’una e dall’altra parte della strada.

Due o tre trattorie al fresco, quello vero.

Le Grotte di Valganna

Le Grotte di Valganna

Tavoli all’aperto.

Cascate d’acqua che d’inverno ghiacciavano e – per la miseria, ancora adesso – ghiacciano.

Oggi: tutto chiuso.

Edifici con porte e finestre sbarrate.

Tavoli scomparsi.

Neppure l’ombra di una persona.

Il fresco?

Certo, c’è ancora, ma nessuno che ne goda.

One Response to Le Grotte di Valganna

  1. Giovanni Zappalà ha detto:

    E’ stata una delle mete più frequentate dai varesini per moltissimi anni. La natura e la posizione lo permettono ancora. Il perchè sia stato chiuso e poi abbandonato me lo sono chiesto più volte. Il luogo mi sembra ancora ricettivo. Ci saranno altri motivazioni?

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