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Il Corriere e il ‘royal baby’

Commenti (1) Varie ed eventuali

Allora, deve nascere il figlio di William e Kate e il Corriere della Sera invia a Londra per l’occasione Michele Farina, una delle sue più considerate firme.

Giovedì 25 luglio, ecco a pagina 15 del quotidiano l’articolo dell’inviato intitolato ‘Da grande sarà re Giorgio. Un regalo a Elisabetta’.

Le prime due righe sottostanti dicono: “Un giorno sarà re Giorgio VII”.

Poco oltre: “E’ un omonimo del padre della sovrana…”

Ci si chiede come sia possibile inanellare tante castronerie e su tale base scrivere e pubblicare sotto un titolo sbagliato un articolo appunto pieno di errori che occupi ben più di mezza pagina.

I principi ereditari inglesi al momento di salire al trono possono decidere di assumere un nome diverso da quello che hanno.

Kate e William con il piccolo George

Kate e William con il piccolo George

Il padre di Elisabetta si chiamava in effetti Albert e George – decise di in cotal modo nomarsi – era solo il suo quarto nome.

Pertanto, quanto al titolo, non è affatto detto che “Da grande sarà re Giorgio” perché potrebbe benissimo optare per un altro nome.

Quanto all’affermazione “Un giorno sarà re Giorgio VII” è sbagliata per due motivi.

Primo, come detto potrebbe nomarsi differentemente.

Secondo, potrebbero volersi chiamare George prima di lui salendo al trono il nonno Carlo o il padre William (al limite, tutti e due) cambiando quindi il numero ordinativo.

Quanto all’affermazione “E’ il padre della sovrana” abbiamo già visto che così non era.

Ho in un precedente intervento già detto che in errori consimili sono caduti tg, gr, quotidiani su carta e on line, tutti.

Ma il Corriere dovrebbe essere il Corriere e non un foglio sul quale, come succede in mille e mille altre occasioni, giornalisti che non sanno nulla scrivono sciocchezze che capiredattori che nulla sanno passano tranquillamente sotto gli occhi di un direttore che nulla sa!

One Response to Il Corriere e il ‘royal baby’

  1. Rocco Ubertacci ha detto:

    Mauro della Porta Raffo è troppo gentile d’animo (dovendosi occupare di un neonato) per rimarcare un ulteriore imprecisione dei reportage: non è affatto corretto dare per scontato che un giorno quel bimbo sarà re.
    Ossequi.

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