mdpr1@libero.it

Il calo degli iscritti ai partiti dal 1955 ad oggi

Nessun commento Varie ed eventuali

Dice l’autorevole Istituto Cattaneo che il totale degli iscritti ai partiti politici in Italia è sceso dagli oltre quattro milioni del 1955 agli attuali due milioni circa.

Ora, è pur vero che la disaffezione ha giocato brutti scherzi nei quasi cinquant’anni che intercorrono tra il ’55 e il 2013, ma certamente – e lo posso documentare personalmente – il crollo è grave ma non quanto viene rappresentato.

Fatto è che l’Istituto non può sapere quanti fossero DAVVERO gli iscritti quarantotto anni orsono.

Fra deceduti che non venivano cancellati dalle liste, morti che venivano iscritti, persone incluse negli elenchi a loro insaputa, il tutto per ragioni di rappresentanza a ogni livello congressuale delle singole sezioni come delle correnti, ‘mooolte’ decine se non centinaia di migliaia di iscritti erano tali solo sulla carta.

Oggi non è più così o per lo meno non lo è allo stesso modo e non perchè il livello etico in politica sia cresciuto, per carità, ma in quanto i partiti che hanno qualche voce in capitolo in sede di formazione di giunte e governi sono molti di meno.

Minori le possibilità per un  politicante dei partiti di secondo piano di accaparrarsi un assessorato, un sottosegretariato o uno scranno ministeriale, minore la necessità di inventarsi iscritti per vincere i congressi.

Ricordo che per lunghi sono stato segretario del Partito Liberale di Varese e che, nel mio piccolo, anch’io non cancellavo i morti dalle liste degli iscritti arrivando anche a rappresentare la loro volontà con una delega (!!!) in sede di congresso cittadino o provinciale.

Ovviamente, quei morti viventi votavano per me!

Un comizio negli anni '50

Un comizio negli anni ’50

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *