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Jack Lemmon, 1925/2001

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Laureato ad Harvard (e non è il solo cineasta USA ad aver frequentato quel prestigioso ateneo, come lui almeno Tommy Lee Jones), Jack Lemmon è stato uno dei migliori attori cinematografici americani.

Specializzato in commedie, rifulse peraltro anche nel dramma (il suo secondo Oscar, quello come protagonista, lo colse con la straordinaria performance appunto drammatica fornita in ‘Salvate la tigre’).

Vincitore di tutti i massimi premi, Festival internazionali compresi, lo ricordo oggi parlando di un film bellissimo, opera del regista che più lo amava, Billy Wilder.

Ecco di seguito la mia ampia e documentata recensione de:

Jack Lemmon

Jack Lemmon

 

L’APPARTAMENTO, 1960

regia di Billy Wilder

sceneggiatura di Billy Wilder e I.A.L. Diamond ispirata al film ‘Breve incontro’ di David Lean ed alla precedente pièce teatrale omonima di Noel Coward

con Jack Lemmon, Shirley MacLaine, Fred MacMurray, Ray Walston, Jack Kruschen, David Lewis, Hope Holliday, Edie Adams

Giovane e rampante impiegato di una grande società di assicurazioni (“i cui dipendenti sono più numerosi”, afferma incredibilmente il protagonista all’inizio della pellicola, “degli abitanti di Gallarate, Lombardia, Italia”), C.C. Bud Baxter, per gli amici ‘Cicci bello’, fa rapidamente carriera prestando il proprio appartamento da scapolo per i loro appuntamenti galanti extraconiugali ai dirigenti della compagnia. Quando scopre che il boss si spupazza, illudendola, maltrattandola e addirittura inducendola a tentare il suicidio l’ascensorista della quale è innamorato, pianta tutto e tutti. Conquisterà così inopinatamente la sua bella.

Semplicemente perfetta, con almeno tre scene indimenticabili e una corsa finale di Shirley MacLaine verso l’amore tra le più belle dell’intera storia del cinema, ‘L’appartamento’ è una delle pochissime pellicole che, non per semplice imitazione della trama, nascono da un altro film.

Fatto è che nel 1946 Billy Wilder aveva visto ‘Breve incontro’, un grande successo di critica e di pubblico che David Lean aveva tratto da una pièce teatrale di Noel Coward. Era quella la storia di una relazione tra un uomo e una donna, entrambi sposati, che si servivano a volte appunto per i loro incontri dell’appartamento di un amico di lui.

Proprio il possibile identikit di quell’amico di cui poco o nulla veniva detto nel film di Lean aveva da subito occupato la mente del regista austro americano che aveva così iniziato ad immaginare – andando bel oltre la trama di ‘Breve incontro’ nel quale mai si arriva all’adulterio – come doveva sentirsi la sera quando, tornato a casa, gli toccava infilarsi nel letto nel quale altre due persone fino a poche ore prima si erano amate.

Molti anni dopo, ecco scoppiare ad Hollywood un piccolo scandalo: un marito geloso sparò a un agente di assicurazione che aveva una relazione con sua moglie.

Quel che maggiormente della vicenda ebbe ad interessare Wilder fu che i due amanti del caso in questione avevano utilizzato per la loro tresca l’appartamento di un piccolo impiegato dell’agenzia, di un dipendente, quindi, dell’uomo!

Nacque così C.C.Bud Baxter e di conseguenza tutti gli altri straordinari personaggi che percorrono il bellissimo film accompagnati da un tema musicale, opera di Adolf Deutsch, indimenticabile.

Shirley MacLaine, nel ruolo di miss Kubelick, vinse la Coppa Volpi a Venezia e con Jack Lemmon fu invano candidata all’Oscar che fu invece conquistato nelle categorie miglior film, migliore regia, sceneggiatura, scenografia e montaggio.

Ottimi, come si conviene, i caratteristi tra i quali si distingue lo spregevole (ovviamente, così il copione richiede che sia) Fred MacMurray già con Wilder nel 1944 nel fenomenale ‘La fiamma del peccato’.

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