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Il keniano bianco

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Hanno voglia gli inglesi a spacciarlo per uno di loro.

Certo, il vincitore della centesima edizione del Tour de France ha anche il passaporto d’Albione, ma è nato ed è cresciuto ciclisticamente nel natio Kenia e comunque in Africa.

E’, quindi, il primo africano ad imporsi in una delle tre massime corse a tappe proposte dalle due ruote.

Prima di lui, guardando ai non europei, quattro americani (Andrew Hampsteen in un Giro d’Italia, Greg Lemond in tre Tour, Floyd Landys nel Tour poi assegnato per la di lui squalifica a Pereiro Sio e l’oramai radiatissimo Lance Armstrong nei famosi sette Tour oggi ufficialmente senza vincitore), un sudamericano (Lucio Herrera in una Vuelta), un australiano (Cadel Evans in un’altra Grande Boucle) e un canadese (Ryder Hesjedal nel Giro 2012).

Chris Froome

Chris Froome

Tutte affermazioni abbastanza recenti, dagli anni Ottanta in qua.

Prima, a parte le corse in pista, le due ruote erano praticamente ignote fuori d’Europa.

Oggi non più e dobbiamo aspettarci una qualche prevalenza di quelli che un tempo, scendendo in competizione nel Vecchio Continente, venivano solo derisi.

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