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Sandro Ciotti dieci anni dopo

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Leggenda vuole che l’inconfondibile “voce brunita” di Sandro Ciotti derivasse da un malanno che ebbe a coglierlo in quel di Città del Messico laddove, inviato dalla RAI, soggiornò nel 1968 in occasione delle Olimpiadi.

Grandissimo conoscitore del cosiddetto ‘gioco più bello del mondo’ (così, si definisce il calcio per quanto molti, ed io tra questi, ne dubitino fortemente), va ricordato oggi 18 luglio 2013, nel decennale della dipartita, per tutt’altre ragioni.

In primo luogo, per la squisitezza dell’eloquio, la proprietà di linguaggio che non venivano meno neppure nei momenti di maggiore coinvolgimento.

Poi, per l’educazione: una assoluta costante.

Infine, per una non comune cultura, bene al di là dei limiti dettati dalla professione.

Sandro Ciotti

Sandro Ciotti

Imperante in radio e televisione per decenni, cercò anche, per quanto tifoso laziale, la massima terzietà.

In un suo libro, sostenne – e gli telefonai per dirgli quanto fossi d’accordo con lui – che Roberto Mancini sia stato il più grande giocatore italiano collocandolo anche al quinto posto assoluto tra i migliori di sempre a livello mondiale.

Ogni anno, seguiva per passione il Festival di Sanremo e, al riguardo, come non rammentare una sua denuncia relativa alla morte di Luigi Tenco?

Riteneva Ciotti che il cantautore non si fosse tolto la vita e che ad ucciderlo fosse stata la cantante Dalida, sua amante.

Dieci anni, incredibilmente trascorsi, e per fortuna vedo e sento che nessuno si è dimenticato di lui.

Chapeau!

One Response to Sandro Ciotti dieci anni dopo

  1. roberto ha detto:

    Amarcord… del grande Giuseppe Albertini che passava con grande maestria professionale dal ciclismo, allo sci, al calcio, al cannottaggio.
    E che dire del grande Giubilo e del grandissimo Rosie, del grande Ameri.
    Secondo me, Ciotti e’ stato sopravalutato.
    Guido Oddo, Poltronieri e Icardi invece sootovalutati.
    Saluti
    Roberto

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