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Gli italiani al Tour

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E’ in corso di svolgimento la centesima edizione del Tour de France.

Disputata per la prima volta nel 1903, la ‘Grande Boucle’ si è fermata in due diversi periodi, in coincidenza, ovviamente, con i conflitti che hanno insanguinato le terre d’Europa.

Da subito, ritenuto giustamente la massima competizione a tappe, il Tour ha potuto sempre contare sulla partecipazione dei più importanti campioni delle due ruote.

Il primo italiano capace di illustrarsi sulle strade di Francia fu Ottavio Bottecchia, vincitore in due occasioni negli anni Venti (secondo nel 1923, dominò sia nel 1924 che ne 1925).

Era quello di Bottecchia ancora il ciclismo eroico, delle ruote forate strappate coi denti e sostituite personalmente dal corridore con i copertoni portati a tracolla.

Venendo a tempi a noi più vicini, importantissima la doppietta messa a segno da Gino Bartali nel 1938 e, impresa eccezionale, dieci anni dopo, nel 1948 (una sua straordinaria impresa sulle montagne molto enfatizzata dalla radio allora imperante servì ad attenuare le reazioni popolari all’attentato, per fortuna non mortale, che in quello stesso giorno vide come vittima il segretario del Partito Comunista Italiano Palmiro Togliatti).

Bartali e Coppi al Tour del 1952

Bartali e Coppi al Tour del 1952

Nel successivo 1949 e nel 1952, il ‘campionissimo’ Fausto Coppi si impose dettando la legge del più forte.

Occorrerà, poi, arrivare al 1960 per vedere nuovamente un azzurro (all’epoca, si correva per squadre nazionali e il selezionatore commissario tecnico era Alfredo Binda che, da competitore, alla ‘Grande Boucle’ non aveva mai vinto) in maglia gialla a Parigi.

Si impose e nettamente nel citato anno il ‘toscano triste’ Gastone Nencini.

La corsa del 1960 va ricordata anche per il complesso dei piazzamenti italiani: secondo in generale fu Graziano Battistini, settimo Arnaldo Pambianco, decimo e vincitore del mitico Gran Premio della Montagna Imerio Massignan che in tema di scalate farà il bis anche l’anno dopo.

Il 1965 vide trionfare un allora giovane e scalpitante Felice Gimondi.

Devono dipoi passare – malgrado i bei tentativi dei primi Novanta di Chiappucci e Bugno – ben trentatre anni perchè un altro nostro connazionale, appunto nel 1998, sia in grado di catturare e mantenere fino a Parigi la benedetta maglia del primato: si tratta del grande scalatore Marco Pantani.

Molti, ovviamente i nostri vincitori di tappa e – una per tutte queste imprese – mi piace qui ricordare la bella frazione di montagna con arrivo a Gap a suo tempo riportata da Giuseppe Fezzardi, mio carissimo amico.

Dopo Pantani, non proprio il deserto, considerato che Vincenzo Nibali si è piazzato terzo nel 2012.

Ecco, a ben guardare, il solo Nibali pare oggi in campo italiano il routier da maglia gialla parigina.

In un ciclismo nostrano in gravissime difficoltà, dobbiamo accontentarci.

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