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Della necessità di una sempre maggiore attenzione

Commenti (1) Varie ed eventuali

A Dio piacendo, se Dio vorrà – si dice così anche per scaramanzia – il 17 aprile del 2014 compirò settant’anni.

Cade, la faustissima data, di giovedì e ho già da tempo pensato ai festeggiamenti che, alla fin fine, quel pomeriggio, si concretizzeranno nella presentazione pubblica agli invitati e alla stampa delle mie ultime opere e di una raccolta di interventi di autori diversi e sui più differenti temi intitolata ‘Scritti in onore di MdPR’.

Come d’abitudine – e quanti hanno partecipato a momenti consimili sia pure non legati a un compleanno hanno contezza delle auguste presenze in precedenti occasioni – conto per la predetta data sull’intervento al tavolo dei relatori di un vero stuolo di studiosi, giornalisti, artisti, attori e quant’altro.

Ma perchè parlare, sia pure con riferimento a future festosità, oggi della mia età non più giovanile?

Perchè occorre che di questa io abbia d’ora in poi maggiore consapevolezza.

E’ capitato il 16 luglio che in un mio scritto dedicato a Celentano, citando i primi versi de ‘Il ragazzo della via Gluck’, io li abbia confusi con quelli iniziali di ‘C’era un ragazzo che come me’, ovviamente di Morandi.

Due grandi cantanti, due bellissime canzoni, ma un errore davvero imperdonabile.

Un errore che fino a poco tempo fa io, ‘il Gran Pignolo’, non avrei mai commesso!

Devo all’amico Francesco Mormino la segnalazione della castroneria alla quale ho posto ben presto rimedio sul mio sito ma che permane nelle pubblicazioni su giornali on line.

Ecco, l’accaduto documenta abbondantemente un mio calo di attenzione, una eccessiva considerazione dei miei mezzi.

Occorre, necessita, d’ora in avanti che dedichi a quanto vergo una sempre maggiore attenzione.

Non in quanto la mia celebre memoria stia peggiorando, solo (si far per dire) per non essere a poco a poco sopraffatto dalla trascuratezza.

Vigilerò!

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One Response to Della necessità di una sempre maggiore attenzione

  1. chiara ha detto:

    L’inconscio gioca questi scherzi, proprio, hai ragione, quando siamo un po’ meno vigili.
    Ma è pur sempre confortante sapere che dentro di noi esiste una preseza al di là della nostra volontà più cosciente e che ci consegna simboli, sogni, immagini, intuizioni e lapsus, quelli che tu/noi chiamiamo errori.
    Ebbene, non credo che QUESTO sia conseguenza dell’età ma che l’età ci consenta di essere appunto un po’ meno vigili, ci consenta di mollare un po’ la presa, e così “sbagliare” è permesso e finalmente ce lo si può permettere…
    Non combatterlo troppo! E’ un tratto che intenerisce e umanizza e tu non sei, evidentemente, “solo”, il il Gran Pignolo..

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