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Dorothy Malone, prima bellissima, oggi carina e nulla più

Nessun commento Cinema

Avete presente il momento in cui la commessa della libreria nella quale è entrato Philip Marlowe in ‘Il grande sonno’ si toglie gli occhiali, scioglie i capelli e si volta?

Per lunghi decenni, sulla scorta della memoria ed altresì rivedendo in diverse occasioni il film, ho pensato che in quelle veloci e icastiche immagini in bianco e nero fosse immortalata la donna più bella mai apparsa sullo schermo: sensuale, sinuosa, sexy, elegantemente ammiccante, luminosa, incantevolmente charmant, ironica e senza dubbio molto intelligente.

E poco mi importava l’avere constatato che solo dieci anni dopo (la predetta pellicola di Howard Hawcks è del 1946 mentre quella diretta da Douglas Sirk è datata 1956), la medesima Dorothy Malone – questo il nome di quella dea – ridotta a una maschera da un tormentato technicolor che ne rivelava ogni singola ruga, apparisse nel classico melò ‘Come le foglie al vento’, nella comunque efficacissima caratterizzazione che le valse l’Oscar, niente altro che un simulacro.

Dorothy Malone

Dorothy Malone

Ebbene, oggi, complice quell’a volte, e nel caso, maledetto marchingegno che chissà come e perché chiamano dvd, rivedendo la scena, la commessa dell’Acme Book Shop è, Dio mi perdoni o mi strafulmini, solamente carina!

Delusissimo, mi ricordo di altrettante, sofferte rivelazioni determinate dal trascorrere dei decenni: gli amati romanzi che non mi riesce di rileggere, i film che un tempo mi appassionavano e oggi mi annoiano, per non parlare degli uomini e delle donne trasmutati o, addirittura, di me stesso.

Fatto è che, del tutto ovviamente, io sono cambiato, ma anche – non altrettanto naturalmente nel comune sentire – le pellicole, i libri, le persone, con pochissime eccezioni, non sono ora quelli di prima: figli di un preciso momento storico e sociale, rappresentazioni di un bello o di un brutto legati al costume, patiscono lo scorrere del tempo e sbiadiscono a semplici testimoni di un qualcosa, fosse pure un’idea di bellezza, che non c’è più.

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