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Le legittime lagnanze messicane a proposito delle origini dello ‘Stato della stella solitaria’

1822, il Messico, liberatosi dal giogo spagnolo, concede vaste estenzioni di terra agli americani che dichiarino di accettarne la giurisdizione.

1830, gli statunitensi insediati sono già oltre ventimila.

La maggior parte proviene dagli Stati USA del Sud e possiedono e portano con sè i propri schiavi.

Avendo il Messico abolito nel 1829 la schiavitù, la questione contribuisce non poco ad attizzare gli animi.

Allarmato, il governo messicano vieta ogni futuro ingresso di coloni nel Texas e cerca di far applicare le proprie leggi appunto in tema di schiavismo.

Non manca molto a che i coloni insorgano e riescano, nel 1836, a conquistare l’indipendenza.

Nasce, così, illegittimamente, a quanto ritengono con buone ragioni i messicani, lo ‘Stato della stella solitaria’ che entrerà solo nel 1845 a far parte degli Stati Uniti.

NB.

Ed anche riguardo al trattato che permette al Texas di entrare nell’Unione molto vi è da dire.

Qui, ricordo soltanto che la costituzione americana richiede che i trattati internazionali siano ratificati dal senato.

Che appunto il senato bocciò quello stipulato col Texas.

Che il presidente John Tyler ottenne una nuova votazione favorevole a camere unite del tutto irrituale.

Che pertanto non pochi, e non solo tra i giuristi, ritengono che l’entrata del grandissimo Stato nell’Unione sia illegittima!

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