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Il ‘telegramma Zimmermann’

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1916, in corso in Europa la prima guerra mondiale, negli Stati Uniti il confronto tra i presidente uscente Woodrow Wilson e il candidato repubblicano Charles Evans Hughes si articola anche se non soprattutto sul tema del possibile intervento nel conflitto degli USA.

Certo è che, mentre i due contendenti si accusano reciprocamente di voler coinvolgere la nazione nella guerra peraltro non esplicitando chiaramente le proprie intenzioni, una larga maggioranza di americani è assolutamente contraria a una simile ipotesi.

Confermato, Wilson pensa ad una ‘pace senza vittoria’ per la quale cerca di adoperarsi.

Si tratta di arrivare alla conclusione del conflitto senza vinti nè vincitori per evitare ulteriori, terribili spargimenti di sangue.

Arthur Zimmermann

Arthur Zimmermann

Il precipitare degli eventi all’inizio e nei primi mesi del 1917 in qualche modo obbligheranno gli Stati Uniti all’intervento.

A modificare l’andamento dell’opinione pubblica al riguardo in primo luogo gli affondamenti ad opera dei sommergibili tedeschi di navi in rotta atlantica con la conseguente morte di cittadini statunitensi.

Non poco, comunque, influì nel predetto senso anche la pubblicazione del cosiddetto ‘telegramma Zimmermann’.

Fatto è che i servizi segreti della marina inglese avevano intercettato e decrittato appunto un telegramma inviato dal ministro degli esteri tedesco Arthur Zimmermann all’ambasciatore germanico a Washington Johann-Heinrich von Bernstorff.

Nel testo si chiedeva al diplomatico di prendere contatto in caso di guerra aperta tra USA e Germania col governo messicano per proporre a quel Paese una alleanza anti americana.

In cambio dell’eventuale aiuto, il ministro garantiva al Messico la restituzione dei territori (Texas, New Mexico, Arizona…) che nel corso dell’Ottocento gli erano stati sottratti dal vicino.

Nel mutato clima, Wilson chiese il 2 aprile ed ottenne tra il 4 al senato e il 6 alla camera la dichiarazione di guerra alla Germania.

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