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Nargiso? Chi era costui?

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1987, Wimbledon.

Per la prima volta nella storia, un italiano si impone sui campi in erba del più importante torneo tennistico del mondo.

Non concorre tra i professionisti, vince tra i giovani, la competizione a loro riservata.

E’ pur sempre una grande impresa e si consideri che ai massimi livelli solo l’immenso Nicola Pietrangeli è riuscito a Londra ad arrivare in semifinale, perdendo però da Rod Laver, sia pure lottando.

Il giovane si chiama Diego Nargiso e tutti prevedono per lui una luminosissima carriera tra i pro.

Non sarà, purtroppo, così.

Un paio d’anni tra i primi cento, ma verso il fondo.

Un paio di finali perse.

Nulla di veramente memorabile.

Diego Nargiso

Diego Nargiso

 

2013, Wimbledon.

Un giovane marchigiano trionfa – non perde neppure un set in tutto il torneo – nello stesso campionato.

Si chiama Gianluigi Quinzi.

Alto, ottimo da fondo campo, ancora incerto nel gioco in avanti.

Fa davvero ben sperare.

Gli auguriamo di imitare non il predetto Nargiso ma uno di quei pochi giovani che avendo vinto appunto a Londra si sono imposti poi a tutti.

Pat Cash, per dire, o, meglio ancora, Stefan Edberg.

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