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Francesi a Parigi negli anni Venti

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Ok, ok, dei mitici anni Venti parigini abbiamo infinite testimonianze.

Certo, colà erano convenuti scrittori, pittori, scultori, artisti di qualsivoglia genere da tutto il mondo.

L’elenco sarebbe sterminato, cominciando ovviamente da Gertrude Stein, che per prima parlò di ‘Generazione perduta’ riprendendo, come racconta Ernest Hemingway nel magnifico ‘Festa mobile’, un’espressione usata da un vecchio meccanico a proposito del suo giovane e sbadato aiutante.

Ma che dire del numero praticamente sterminato di ‘grandi’ francesi autentici colà anch’essi in azione.

Ebbene, per averne una sia pur pallida, assolutamente incompiuta idea, necessario, indispensabile scovare e vedere lo straordinario ‘Entr’acte’ firmato nel 1924 da René Clair.

Capolavoro del cinema dadaista, nasce da un’idea e una traccia di sceneggiatura di Francis Picabia, coinvolge Erik Satie, Marcel Duchamp, Darius Milhaud, Marcel Achard, George Auric, George Lacombe e, per il vero, anche qualche straniero francesizzato come Man Ray, Rolf de Maré e Jean Borlin.

Rutilante esplosione di scene e idee, ‘Entr’acte’ andrebbe visto, proposto e studiato in un mondo quale il nostro dovrebbe essere e non è!

Una scena del film Entr’acte

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