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Freccia Rossa: vagoni sigillati

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Veloce è veloce.

Tre ore e da Milano arrivi a Roma e viceversa.

Ma, per me, è una specie di prigione.

Una prigione su ruote che corre, ma pur sempre una prigione.

Ricordo i treni d’una volta.

Gli scompartimenti.

Il corridoio esterno.

I finestrini che si aprivano.

L’aria che entrava sferzante.

E potevi mettere la faccia fuori…

E si fumava.

Dovunque si fumava.

Poi, arrivò il Pendolino: via il corridoio esterno e i finestrini non si aprivano più.

E l’aria condizionata.

E mia madre viaggiava nel vagone cucina, laddove trovava l’unica finestrella apribile.

E poi, non si poteva fumare se non nelle carrozze sette e undici.

Infine, dicevo, la Freccia Rossa.

Vagoni sigillati.

Non si fuma più.

Gran brutta storia, no?

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