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Il ‘sistema Ponzi’

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Poteva non essere italiano il piu’ intelligente e furbo, il capostipite, dei truffatori d’alto livello USA?

Correva l’anno 1920 quando a Boston la Old Colony Foreign Exchange Company fece ai lettori dei giornali cittadini un’offerta incredibile: avrebbe restituito quindici dollari per ogni dieci dati da investire alla società per novanta giorni, il che equivaleva a un interesse del cinquanta per cento.

La cosa era possibile, si diceva ai potenziali clienti, perché la compagnia intendeva acquistare buoni in divisa straniera della International Postal Union per poi rivenderli in una diversa moneta approfittando delle forti fluttuazioni giornaliere nel tasso di cambio dei vari Paesi.

Cauti, all’inizio i bostoniani investirono poco ma quando si vide che la Old Colony onorava i suoi impegni gli investitori si moltiplicarono e fecero piovere un fiume di denaro  nelle mani del presidente della società, un italo americano quarantaduenne che rispondeva al nome di Charles Ponzi.

Charles Ponzi

Charles Ponzi

A metà luglio dello stesso 1920 l’intraprendente signore raccoglieva addirittura un milione di dollari a settimana!

Paragonato a Cristoforo Colombo, a Michelangelo, a Marconi, Ponzi si comportava come un miliardario e nessuno ricordava che solo un anno prima il presidente della miracolosa Company era un venditore ambulante di frutta, che aveva fatto il falsario e il contrabbandiere.

Qualcuno, però, pensò fosse opportuno verificare come davvero stessero le cose e si scoprì che in tutto il 1919 erano stati emessi buoni postali internazionali per meno di sessantamila dollari.

Come poteva Ponzi avere investito appunto in quei buoni i molti milioni raccolti?

Messo in stato d’accusa, come fa un buon pokerista, l’italo americano rilanciò offrendo il cinquanta per cento su investimenti a quarantacinque giorni (!) e parve cavarsela tanto che a un certo punto arrivò ad incassare oltre trecentomila dollari in un giorno.

Ma i giochi volgevano al termine e la truffa fu sotto gli occhi di tutti già prima dell’autunno: Ponzi si era appropriato della maggior parte dei denari e la sua società – che poteva restare in piedi solo fino a quando il flusso dei quattrini durava – si trovava in un gravissimo stato deficitario.

Il giudice competente ebbe a notare non solo che l’improvvisato finanziere era assai più in gamba di un semplice truffatore ma anche che quelli che gli avevano dato i soldi nella speranza di ottenere un interesse pari al cinquanta per cento erano degli incredibili creduloni.

Rimesso in libertà su cauzione, il Nostro si trasferì in Florida dove mise in piedi una nuova truffaldina intrapresa in campo immobiliare.

La truffa messa in piedi a Boston dal furbo italoamericano in causa, è tuttora, incredibilmente, tra quelle regolarmente riproposte con successo da numerosissimi imitatori.

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