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John B. Anderson: il ‘terzo’ del 1980

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Campagna elettorale strana, quella del 1980.

In evidenti difficoltà sia per problemi interni che per la faccenda relativa alla cattura e detenzione degli ostaggi americani a Teheran, il presidente democratico Jimmy Carter si trovò ad affrontare nelle primarie un temibile sfidante, il senatore Edward ‘Ted’ Kennedy.

Dura la sfida, dalla quale Carter uscì vincente, anche se non di molto, ma in qualche modo ferito.

In campo repubblicano, Ronald Reagan, battuto alla convention da Ford nel 1976, si impose invece con facilità, accettando infine che con lui nel ticket entrasse l’avversario sconfitto George Herbert Bush.

John B. Anderson

John B. Anderson

Essendosi spostata a destra la barra GOP, un deputato repubblicano di lungo corso dell’Illinois, John B. Anderson, si propose quale candidato indipendente.

Partito forte su posizioni sostanzialmente liberal e sia pure con non poche venature populiste, Anderson andò man mano declinando e fu, alla fine, votato – come sottolinea Maldwyn Jones – soprattutto nei campus universitari e dalle elite culturali.

A novembre, vinse poi facile Reagan, Carter lasciò White House nel mentre Anderson se la cavò tutto sommato bene avvicinando i sei milioni di voti popolari.

Non male, per un vero indipendente!

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