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Il problema relativo alla ratifica del XIV emendamento

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Fondamentalmente e fra l’altro – essendo particolarmente articolato e riguardando differenti temi – l’emendamento di cui si tratta parla dei diritti civili e riconosce parità di diritti a tutti i cittadini americani di qualsiasi colore o razza (pellerossa esclusi, !?).

Andrew Johnson

Andrew Johnson

Fu voluto dai radicali repubblicani che all’epoca dominavano il congresso.

Non si dimentichi che la prima istanza del GOP che era stato fondato solo nel 1854 era quella concernente l’abolizione dello schiavismo.

Eccone il testo:

 XIV Emendamento (23 luglio 1868)

Sezione 1. – Tutte le persone nate o naturalizzate negli Stati Uniti e soggette alla loro giurisdizione sono cittadini degli Stati Uniti e dello Stato in cui risiedono. Nessuno Stato emanerà o darà vigore ad alcuna legge che restringa i privilegi e le immunità dei cittadini degli Stati Uniti; così pure nessuno Stato priverà alcuna persona della vita, della libertà, o della proprietà, senza una procedura legale nella dovuta forma, né rifiuterà a chicchessia nei limiti della sua giurisdizione l’eguale protezione delle leggi.

Sezione 2. – I Rappresentanti saranno ripartiti fra i diversi Stati in proporzione alla popolazione di questi, computando la totalità degli abitanti di ciascuno Stato, ad esclusione degli Indiani non tassati. Ma se il diritto di voto in una qualsiasi elezione per la scelta degli elettori del Presidente e del Vice-Presidente degli Stati Uniti, o dei Rappresentanti al Congresso, o dei rappresentanti del potere esecutivo e giudiziario di uno Stato o dei membri della sua Legislatura, è rifiutato ad alcuno degli abitanti maschi, di tale Stato che abbiano compiuto ventuno anni d’età e siano cittadini degli Stati Uniti, o se questo diritto è ristretto in qualsiasi modo, ove non sia per avere partecipato a una ribellione o per altro crimine, la base della rappresentanza di questo Stato sarà ridotta in proporzione al numero dei cittadini che saranno stati esclusi, confrontando con il numero totale dei cittadini maschi dello Stato suddetto che abbiano compiuto i ventuno anni di età.

Sezione 3. – Non potrà essere Senatore o Rappresentante al Congresso, né elettore del Presidente o del Vice-Presidente, né ricoprire alcun impiego civile o militare dipendente dagli Stati Uniti o da qualche Stato chi, avendo antecedentemente – come membro del Congresso o pubblico funzionario degli Stati Uniti, o membro della Legislatura di uno Stato, o rappresentante del potere esecutivo o giudiziario di uno Stato – prestato giuramento di difendere la Costituzione degli Stati Uniti, abbia preso parte a un’insurrezione o ribellione contro la nazione stessa, o prestato aiuto o concorso ai suoi nemici. Ma il Congresso potrà, col voto di due terzi dei membri di ciascuna camera, eliminare questo motivo di incapacità (*).

Sezione 4. – La validità del debito pubblico degli Stati Uniti, contratto secondo la legge, compresi i debiti derivanti dal pagamento di pensioni e ricompense in ragione di servizi resi per la repressione di insurrezioni o ribellioni, non potrà mai essere messa in discussione. Ma né gli Stati Uniti, né alcuno Stato potranno prendere a loro carico o pagare alcun debito o alcuna obbligazione contratti per venire in aiuto all’insurrezione o ribellione contro gli Stati Uniti, né alcuna indennità reclamata per la perdita o l’emancipazione di alcuno schiavo; tutti i debiti, le obbligazioni, i reclami per simili titoli saranno tenuti per illegali e nulli.

Sezione 5. – Il Congresso è incaricato di emanare le norme necessarie per l’applicazione di questo articolo

 

(*)  Nel 1895 il Congresso, col voto di due terzi, abrogò questa Sezione (la terza).

 

A guerra di secessione appena finita, non pochi Stati rifiutarono di ratificare il quattordicesimo emendamento, il cui testo era stato formulato nell’aprile del 1866 dal Comitato congiunto per la ricostruzione.

Si trattava del North Carolina, della Louisiana, del South Carolina, dell’Alabama, della Georgia, della Virginia, del Mississippi, del Delaware e del Texas.

Altri – Ohio, Oregon e New Jersey – con una decisione successiva a quella che aveva approvato l’emendamento, revocarono la loro ratifica salvo dipoi tornare indietro addirittura nel 1973 (Oregon) o perfino nei primi anni del ventunesimo secolo.

Gli Stati che avevano deciso per il no furono in qualche modo (e vedremo fra poco cosa scrisse al riguardo la Corte Suprema dello Utah) obbligati a tornare sulla decisione, approvando.

Infiniti, quindi, nella dottrina e fondati i dubbi concernenti nel caso specifico la regolarità delle procedure, il rispetto della norma, dato che non conteggiando i nove recalcitranti, in seguito costretti, e i tre che avevano cambiato idea, si era ben lungi dall’avere la prescritta approvazione ad opera dei tre quarti.

Nel 1957, la legislatura della Georgia trattando dell’argomento, contestò la validità del tutto.

Argomentato e significativo più tardi – si era nel 1969 – il parere, cui sopra accennavo, espresso dalla Corte Suprema dello Utah (Stato entrato nell’Unione ben dopo il 1868 e precisamente nel 1896).

I famosi nove Stati in principio contrari – scrivevano i giudici supremi di Salt Lake City – erano tornati sui propri passi nel bel mezzo dell’occupazione militare da parte del Nord, per di più sotto la minaccia di non potere eleggere né senatori né rappresentanti in mancanza della pluricitata ratifica.

Tornando al 1867/68, il presidente Andrew Johnson si era risolutamente opposto dapprima alle proposte legislative dalle quali deriverà il testo dell’emendamento e dopo, naturalmente, all’emendamento stesso.

Fu la goccia che fece traboccare il vaso, anche se, formalmente, la procedura di impeachment aperta contro di lui dal congresso nel febbraio del 1868 trattava d’altro.

Come noto, la messa in stato d’accusa non ebbe a provocare, sia pure per un pelo, la defenestrazione del presidente.

Come nel caso dell’approvazione da parte dell’intero congresso e non, secondo quanto prescritto dalla Carta, dal senato, nel 1845 del trattato firmato dall’Unione col Texas sulla base del quale lo Stato della stella solitaria entrò negli USA, un atto di grande importanza e significato quale quello della ratifica del famigerato quattordicesimo emendamento fu approvato andando ben oltre la legge tanto da essere considerato a tutti gli effetti nullo da molti!

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