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“L’inferno non esiste. Datti pure alla pazza gioia”

Commenti (1) Varie ed eventuali

Il 20 febbraio del 1951, meno di ventiquattro ore dopo la dipartita del grande André Gide, François Mauriac ricevette un telegramma così concepito: “L’inferno non esiste stop Datti pure alla pazza gioia stop Gide”.

Scartato necessariamente il povero firmatario, chi mai aveva pensato di inviare a Mauriac – scrittore cattolico che tanto si era interrogato sulla possibilità della Grazia – il sapido messaggio?

André Gide

André Gide

Jean Paul Sartre, si rispose allora e si continua a ritenere oggi, sebbene, in proposito, appaia assolutamente lecito esternare più di un dubbio.

E in specie perché nel suo imperdibile ‘Mi ricordo’ (pubblicato per la prima volta nel 1978 in volume a Parigi e quindi a giochi fermi), Georges Perec, narrando del sopra riportato telegramma, si guarda bene dall’attribuirne la paternità all’autore de ‘La nausea’.

Antipatie tra letterati, si dirà, gelosie, cattiverie…

Non credo: molto più plausibile che Sartre – capace perfino di rifiutare il Nobel per la letteratura e poi di richiedere sottobanco la corresponsione della somma relativa – si sia indebitamente appropriato della divertente ‘pensata’ di un anonimo.

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One Response to “L’inferno non esiste. Datti pure alla pazza gioia”

  1. Chiara Del Nero ha detto:

    E perchè non sognare? Perché non fantasticare che Gide sia riuscito in qualche modo a far andare il telegrafo? Il messaggio è bellissimo! Intanto esisterebbe l’aldilà e poi…sì, bisogna darsi alla gioia, se pazza in quel senso non so, ma la vita va onorata: e lasciarsi prendere dalla gioia quando si può, mi sembra il migiore dei modi! W Gide!

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