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Gli anni che passano? Bella scusa!

Nessun commento Varie ed eventuali

Giorni orsono, sotto i portici, mi sono imbattuto in un conoscente che aspira con tutto se stesso ad essere considerato un poeta e ciò malgrado sia in possesso di due mani enormi che indicherebbero ben differenti predisposizioni.

Per quanto, memore di precedenti incontri, abbia cercato di evitarne la potente stretta, da quel momento la mia destra, stritolata o quasi, duole.

Così, adesso, quando me ne ricordo (perché l’abitudine spesso prevale), se proprio devo, porgo la sinistra dicendo alle signore, con civetteria, “E’ la mano del cuore!” e agli uomini, semplicemente, che l’altra mi fa male.

Ed ecco che un amico, strizzandomi l’occhio e ghignando, insinua “E’ la giovinezza che avanza!”

“Vedi”, rispondo, “questa storia degli anni che passano e che giustificano ogni più piccola carenza, qualsiasi smemoratezza, qualsivoglia acciacco non mi piace affatto.

Conosco persone che non hanno mai capito niente, altre dotate di scarsissima memoria, qualcuno che soffre di una ben precisa malattia dall’infanzia o pressappoco…

E che fanno costoro, ora, superata la sessantina? Dicono che è colpa dell’età.

Bella, ma certamente non valida, scusa!”

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