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Dell’opportunità che (alcuni) gay abbiano figli

Commenti (3) Varie ed eventuali

Anni orsono, interessato come ero alla vicenda umana e alle imprese di Vincenzo Peruggia (il dumentino che nel 1911 rubò la Gioconda, trascorsi alcuni mesi la portò da Parigi appunto a Dumenza, volutamente si fece arrestare nel 1913 a Firenze così da far credere a tutti che il celeberrimo capolavoro fosse recuperato nel mentre, invece, ne aveva fatto fare diverse copie a Londra da un celebre falsario per metterle sul mercato clandestino così che oggi nessuno sa se davvero quello del Louvre è l’originale o una abilissima riproduzione e molti in giro per il mondo sostengono di possedere l’opera leonardesca…), pensai fosse opportuno prendere contatto con qualche discendente di Alfredo Geri.

Alfredo Geri

Alfredo Geri

Era costui il gallerista fiorentino alla cui inserzione Peruggia aveva risposto nel citato 1913 scrivendo di essere in possesso della Gioconda e chiedendogli un appuntamento nel capoluogo toscano per fargliela vedere e valutare acciocché dopo la mettesse in vendita.

La lettera pervenuta allo sbigottito Geri pare fosse firmata nientemeno che ‘Leonard’, la qual cosa, se vera, ben rappresentava il carattere del ‘più grande ladro di tutti i tempi’ (come altrimenti definire l’autore del furto dell’opera d’arte di maggior valore e più conosciuta al mondo?).

Volevo – mi fosse riuscito di parlare con un figlio o un nipote di Geri – conoscere le sue sensazioni: aveva creduto a uno scherzo ricevendo la lettera di Leonard? Cosa aveva provato vedendosi davanti la ‘vera’ (?) Gioconda? Che tipo, poi, era il Peruggia? Eccetera.

Pensavo: “Chissà quante volte il buon Alfredo, protagonista di cotanto episodio, ne avrà parlato ai figli e ai nipoti”.

Diedi pertanto inizio alla ricerca che, ahimé, per quanto portata avanti per mesi, sembrava vana: nessun Geri discendente diretto del gallerista operante a Firenze nei primi del Novecento.

Ma ecco che, insistendo, vengo a scoprire che quel desso invero un figliolo lo aveva avuto: nato a…, vissuto a…, morto a…il…

Beh, si trattava ora di trovare un nipote abiatico purchessia.

Non ce n’erano e per una ragione particolare: Geri figlio (risultava senza ombra di dubbio) era gay!

Ecco, non mi importa un bel nulla che una o l’altra persona abbia gusti sessuali, diciamo così, particolari a meno che, come nel caso, ciò determini una situazione in conseguenza della quale fatti e notizie di un qualche rilievo non possano essere tramandati oralmente e se ne perda contezza.

Sono, per conseguenza ed esaminando caso per caso le singole vicende, favorevole a che determinati gay divengano padri a condizione che raccontino ai figli e tramite loro al mondo imprese e avventure occorse a genitori e nonni le cui testimonianze meritino di essere conosciute

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3 Responses to Dell’opportunità che (alcuni) gay abbiano figli

  1. Rocco Ubertacci ha detto:

    Per avere figli, un gay di sesso maschile, come qualunque altra persona di sesso maschile, non ha bisogno della Sua approvazione. Basta che si accoppi con una donna. Il resto sono artifici che non tengono conto dei diritti umani dell’eventuale figlio. Con la Sua pignoleria Lei ha insegnato la necessità di non perdere di vista l’essenza delle cose. Non deluda i Suoi ammiratori con fumisterie post-moderne.
    Ossequi.

  2. Giovanni Zappalà ha detto:

    Dal mio punto di vista, opinabile ovviamente, non posso non condividere la tesi di Mauro.

  3. Chiara Del Nero ha detto:

    Non avevo mai pensato alle cose in questo modo. Vale per tutti, però: etero o gay, dato che anche fra gli etero non tutti hanno figli. Forse dobbiamo educarci tutti a pensare che sia “amore” per gli altri, per quelli “dopo”, lasciare in eredità testimonianza di ciò che da vicino ci ha toccato ed è parte della Storia… come una sorta di “restituzione” grazie x questo scritto, bello spunto di riflessione…

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