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La decisiva influenza di Smith sulla carriera politica di F.D.Roosevelt

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Cattolico (e, per questo, dagli avversari, definito con spregio ‘papista’) e democratico, il governatore dello Stato di New York Alfred Smith puntò più volte alla presidenza USA.

Nel 1924, alla convention del partito che si teneva al Madison Square Garden nella ‘Grande Mela’, in cerca della nomination, chiese al redivivo Franklin Delano Roosevelt di pronunciare il discorso decisivo a suo sostegno.

Franklin era stato colpito nell’agosto del 1921 dalla poliomielite che lo aveva gravemente menomato privandolo, sia pure non assolutamente, dell’uso della parte inferiore del corpo ragione per la quale era ridotto sulla sedia a rotelle.

Solo una grande forza di volontà gli aveva consentito di non ritirarsi dalla politica e da poco era tornato in pista.

Alfred Smith

Alfred Smith

Nell’occasione, il suo intervento fu memorabile e il discorso restò nella storia come quello dedicato al ‘gioioso guerriero’, avendo egli in cotal modo definito Smith su suggerimento, accettato ma mal digerito, di un collaboratore del governatore.

Ciò malgrado, al termine di una contesa che vide bruciarsi le chance non solo sue ma dei migliori esponenti democratici di ottenere l’incarico, Smith dovette ritirarsi dalla corsa e la nomination andò a John W. Davis, spazzato via dipoi a novembre dal repubblicano, presidente in carica in quanto successore del defunto Warren Harding, Calvin Coolidge.

Quattro anni dopo, nel 1928, alla convention in corso alla Sam Houston Hall di Houston, Smith chiese di bel nuovo a F.D. di sostenerlo aggiungendo, però, che riteneva anche necessario che egli si candidasse nelle elezioni per il governatorato dello Stato di New York in programma quello stesso anno.

Franklin accettò di pronunciarsi ancora per la nomination di Alfred ma, in un primo tempo e salvo cedere di mala voglia alle forti pressioni che il collega gli fece, non pensava che il momento fosse politicamente favorevole per mettersi in lotta per Albany.

Tutti ritenevano infatti che Herbert Hoover, il candidato repubblicano a White House, avrebbe vinto facilmente conquistando altresì i delegati dello Stato della ‘Grande Mela’ e in un tale frangente vincere il governatorato superando il fenomeno del trascinamento elettorale a favore del GOP sarebbe stata impresa titanica.

Sia come sia, Smith ottenne l’agognata investitura per poi risultare perdente a novembre mentre Franklin Delano, contro le sue stesse previsioni, prevalse di stretta misura su Richard Ottinger e si insediò.

Facilmente confermato nel 1930, fu questo il trampolino di lancio che proiettò due anni dopo il secondo Roosevelt verso nomination e Casa Bianca.

Nel 1932, difatti, alla convention di Chicago, fu proprio F.D. a prevalere – sia pure con notevoli difficoltà e dovendo obbligatoriamente accettare come candidato alla vice presidenza uno dei suoi più duri oppositori, ‘Cactus Jack’ John Garner – fra l’altro sconfiggendo Alfred Smith che andava in cerca di una seconda chance novembrina.

Capita, ovviamente, in politica come nella vita che le circostanze e gli accadimenti pongano l’uno di fronte all’altro uomini che fino a poco tempo prima avevano percorso la stessa strada sostenendosi a vicenda.

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