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San Valentino, 2010

Nessun commento A proposito di Liala

Varese.

Villa La Cucciola.

Le cinque del pomeriggio.

La figlia primogenita Primavera Cambiasi e la mitica ‘Tilla’, fedeli vestali, mi accolgono con grazia infinita.

Non una tazza di the, ovviamente.

Conoscendo i miei barbari gusti, con i classici pasticcini, una coca cola in bottiglietta: la migliore.

Siamo in salotto, a due passi dallo studio, intatto quasi che ogni mattina ospitasse ancora la nobile Signora, sempre e per sempre impegnata nella scrittura.

Ed ecco che mi viene porto un elegante libretto, la ragione della mia visita.

Si intitola ‘Io sono tuo, tu sei mia’ e, come recita la copertina, contiene “le più belle frasi d’amore di Liala”, un centinaio.

Mancano pochi giorni a San Valentino ed è forse possibile pensare ad un altro regalo per rivelare, celebrare o rinnovare un amore?

Diviso in cinque rapidi capitoli, il volumetto tratta di desideri, promesse, segreti, incontri, ricordi…

Considerata la pressoché sterminata produzione letteraria di Liala, le mille e mille espressioni, i moti del cuore che ha saputo mettere in pagina, una ricerca, una scelta difficilissime anche per chi, come ‘Pri Pri’ (in tal modo familiarmente vezzeggiata), conosce ogni passo a memoria.

Un rapido sguardo e, al volo, colgo:

un accorato “Potrai trovare la causa di tutto nel mondo, non la causa di una passione”;

un ardente “Sono geloso del tuo corpo, dei tuoi capelli, della tua bocca”;

un veritiero “E’ destino degli uomini giungere sempre in ritardo nella corsa dell’amore”;

un poetico “Di giorno ti vedo nel sole, di notte tra le stelle”;

un dolente “Anche il sole è triste se illumina soltanto ciò che fu”;

un sensatissimo “Una donna che in un momento di disperazione cambia d’abito ha già potuto, almeno per qualche istante, ritrovare se stessa…E se una donna si ritrova, ha fatto un passo verso la salvezza”.

Ringrazio Primavera e ‘Tilla’, mi alzo e, libretto in mano, mi congedo.

A quale, mi chiedo, a quale delle molte donne della mia vita farne prezioso dono?

A tutte, è la naturale risposta che do nell’avviarmi verso la più vicina libreria.

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