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Carnage, di Roman Polanski

Nessun commento Cinema

(rivisto ‘Carnage’ di Polanski in tv, ripropongo quanto ne scrissi dopo averlo subito al cinema)

Un’idea di partenza forse buona, anche se risaputa: un incontro tra due coppie di genitori che discutono del comportamento violento dei figli.

Un incontro che vuole essere nelle intenzioni civile e democratico (molto ‘di sinistra’) e pertanto politicamente corretto (quindi, cretino) non puo’ che risolversi in un disastro.

Roman Polanski

Roman Polanski

Cio’ detto, dopo dieci minuti ho esclamato a voce abbastanza alta “Che rottura di scatole”  e solo alla fine, quando mi sono alzato per uscire dalla sala, ho smesso di annoiarmi.

Situazioni banali, dialoghi banali, soluzioni banali.

Le signore isteriche pronte ad esplodere.

Gli uomini cinici e aridi.

L’alcol che libera gli istinti.

L’odio americano nei riguardi degli avvocati.

Le case farmaceutiche pronte a tutto per il profitto.

L’impegno sociale come mezzo per non pensare ai propri guai.

L’amore per gli animali.

La Coca Cola (l’unica affermazione sulla quale concordo) come rimedio universale…

Una sola battuta, peraltro, riciclata (quella su Jane Fonda quale involontaria propagandista del Ku Klux Klan), degna di citazione.

E poi, per un cinefilo, fin troppo chiaro dove si stesse andando a parare sentendo il nome, Ethan, di uno dei pargoli litigiosi.

Che, infatti, fosse, come viene alla fine detto e ridetto da uno dei genitori e accettato dagli altri, John Wayne l’inarrivabile mito dei quattro si capiva subito rammentando che appunto Ethan (Edwards) si chiama il mitico personaggio interpretato dal Duca nel bellissimo ‘Sentieri selvaggi’.

Un film, questo ‘Carnage’ da evitare.

E, d’altra parte, ove si escluda l’ottimo ‘Chinatown’ – la cui potenza si deve esclusivamente allo sceneggiatore Robert Towne e alla presenza del cattivissimo John Huston – il cinema di Polanski fa sempre acqua.

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