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Quattro o cinque domande a Valentina Cortese

Nessun commento Varie ed eventuali

(di seguito, le domande da me proposte alla grande diva in vista del nostro incontro in programma sabato sera a Milano nell’ambito della serata conclusiva del Festival del Cinema Francese. Proporro’ successivamente le risposte. L’intervista apparirà su Il Giorno)

Signora,

La incontro oggi nella Sua veste di madrina di un Festival dedicato al Cinema Francese.

I suoi grandi trascorsi a livello internazionale Le hanno consentito di frequentare ambienti e mondi cinematografici per ogni dove e sempre ai massimi livelli.

Quali le ragioni di questa sua presenza, quali i Suoi rapporti con le bella cinematografia d’Oltralpe al di là della squisita e intensa caratterizzazione che le valse la candidatura all’Oscar in ‘Effetto notte’ di Francois Truffaut?

Poi, Lei ha frequentato da protagonista non solo i set cinematografici ma anche i teatri, riuscendo magnificamente in due mondi che per quanto possano apparire prossimi sono dal punto di vista della recitazione (e non solo, ma parlo all’attrice ovviamente) diversi.

Puo’ soffermarsi su tali diversità?

Ennio Morricone, anni fa, in un nostro incontro, sottolineava l’importanza per la riuscita di quanti abbiano vere capacità dei Maestri, delle frequentazioni.

Quali, Signora, i suoi Maestri?

Quali gli eventuali modelli ispiratori?

Oltre ai registi teatrali e cinematografici, Le è occorso di recitare a fianco di veri ‘mostri sacri’ quali James Stewart, Spencer Tracy, Humphrey Bogart, William Holden, Anthony Quinn, Paul Newman e potrei continuare.

Qualche particolare ricordo, qualche aneddoto.

Le è possibile?

Infine, se me lo consente: cosa Le ha regalato di particolare la maturità?

Aggiunga, La prego, se lo ritiene, eventuali altre Sue osservazioni.

La vedro’ con piacere e soggezione sabato sera.

Suo

Mauro della Porta Raffo

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