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Promesse mantenute

Nessun commento Varie ed eventuali

Tra le infinite, tre le promesse cui ho dato realmente seguito, che ho fino in fondo mantenuto, di certo perché fatte a me stesso.

Ecco, a pensarci bene, non ho neanche mai assaggiato alcolici, ma non in quanto me lo fossi imposto: non mi piacciono e basta.

Per cominciare, ragazzotto, mi sono proposto di non avere nulla a che fare con quelle che allora si definivano ‘donnacce’.

Gli è che tali signore mi facevano e mi fanno pena, avendo io sempre considerato il loro mestiere il più triste tra tutti.

E devo dire che alcuni dei momenti per me maggiormente imbarazzanti sono stati quelli vissuti da giovane con amici che, in fin di serata, bevuti, decidevano ‘di andare a puttane’.

Se appena possibile, mi facevo lasciare a casa o altrimenti in un caffè per nottambuli.

Funzionava alla bisogna benissimo ogni volta l’accusare un terribile mal di testa, visto che tutti erano a conoscenza di come il maledetto malanno mi assalisse improvvisamente, e fin da bambino.

Ancora giovanetto, poi, in compagnia (e sono queste cose che si fanno appunto in compagnia), caricato su di una Fiat 600 nuova fiammante, mi ritrovai in un locale d’oltre confine ad assistere al mio primo striptease.

Sarà per via del fatto che la per me non avvenente signora che si spogliava lentamente a suon di musica dava assai più l’idea di una poveretta costretta a quel gioco per necessità mangerecce familiari piuttosto che da altro, un esercizio meno eccitante e maggiormente deprimente non mi era mai capitato di vederlo.

Capitolo chiuso, quindi, in ragione del fatto che, come per le ‘donnacce’, era soprattutto il retroterra che mi bloccava.

Soffrivo – arrivavo a soffrire – pensando alle situazioni, ai ricatti, alla vitaccia che costringeva puttane e spogliarelliste al mestiere.

Infine, all’incirca trentenne, la decisione di non avere mai più niente a che fare anche con i film osé.

A partire dai vent’anni, complice ancora la vicinanza della Svizzera, per un qualche tempo avevo frequentato un cinema di Mendrisio specializzato in pellicole che allora potevano sembrare come detto osé e che oggi potrebbero vedere tranquillamente le educande.

Anni dopo, esplosa la mania dei cinema ‘per adulti’, dedicate ai porno due delle migliori sale cinematografiche della città, decisi di chiudere con il genere, troppo squallidi e deprimenti essendo attori, storie e spettatori.

E’ il dolore – ragiono – che a queste definitive scelte mi ha guidato, la sofferenza e, a ben guardare, una qualche vena di vigliaccheria, quasi che il non vedere, il fingere che ‘donnacce’, spogliarelliste e specialisti del porno non esistano li cancellasse, li cancelli dal mondo.

Triste, la vita!

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