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… già via Idria

Nessun commento Varie ed eventuali

Quando l’allora giovanissimo Di Pietro arrivò a Varese nel 1946, iscrittosi alle elementari, si trovò oggetto di scherno per una ragione, per lui, dapprincipio, inspiegabile.

Ogni volta, infatti, che nominava il suo luogo di nascita, Idria, i compagni (ma anche gli adulti) ridacchiavano, si davano di gomito e lo deridevano.

cartello

Purtroppo per lui – lo venne ben presto a scoprire – a Varese, proprio in via Idria, c’era il casino e quel nome, per tutti, era necessariamente collegato a ben altro che all’oscuro e lontano paesello dal quale proveniva.

Oggi – dopo che, per cancellare il ricordo di quel casotto, via Idria non esiste più – Di Pietro (Mario), noto in città e fuori come autore di molti divertenti aforismi, per quella sua origine, si trova a lottare con la burocrazia.

Vuole il caso birichino che Idria – nel ’38 provincia di Gorizia – si sia, di volta in volta (pur restando immobile), trasferita in Jugoslavia e, poi, in Slovenia, la qual cosa comporta che, a seconda dei documenti e degli enti che li rilasciano, Di Pietro (Mario) sia considerato e definito «nato in Italia», «in Jugoslavia», «in Slovenia» o, addirittura – così gli è capitato di leggere sul conto corrente postale per il pagamento di una contravvenzione – «in località sconosciuta».

Destino, credo, il suo purtroppo comune ai molti che hanno visto la luce in quelle belle terre italiane che la guerra e la storia ci hanno sottratto.

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