mdpr1@libero.it

Betsabea

Nessun commento Varie ed eventuali

Donna di rara bellezza, Betsabea era moglie di Uria l’ittita, uno degli ufficiali di Davide. Amante del re, ne divenne moglie dopo la morte del marito voluta e organizzata dal sovrano medesimo. Madre, quindi, di Salomone, brigò perché questi succedesse al padre sul trono.

Rembrandt, Betsabea con la lettera di David

Rembrandt, Betsabea con la lettera di David

Ma per quale ragione, oggi, riandare a quel per molti versi dimenticatissimo personaggio?

La risposta nell’introduzione vergata da Harold Bloom – massimo critico letterario americano dell’ultimo mezzo secolo – nel suo imperdibile ‘Il canone occidentale’ (1994). Riconosciuti in Dante e Shakespeare i due massimi scrittori di sempre, almeno con riferimento al ‘nostro’ modo e trascurando l’Oriente, Bloom, avanti di elencare i ‘suoi’ altri ventisei (non di più) ‘grandi’ della letteratura, si sofferma sull’autore che definisce ‘primario’ (il testo sarebbe stato di poi ‘rivisto’ da una serie di preoccupati, per la libera rappresentazione di Dio ivi fornita, redattori/censori) della Bibbia ebraica ed arriva a concludere che “può essere stato benissimo una donna alla corte di re Salomone, un luogo di alta cultura, di notevole scetticismo religioso e di grande raffinatezza psicologica”.

Suggestive le implicazioni conseguenti e sottilmente ironica la considerazione che “l’autore inaugurale di quella che finì per diventare la Torah non fosse un israelita ma una donna ittita”, la bellissima, colta e disinibita Betsabea.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *