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A proposito della ‘Lady di ferro’: Mario Cervi

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“Un marginale e del tutto irrilevante dissenso postumo”  Ho sollecitato un certo numero di intellettuali a proposito della figura e dell’opera di Margaret Thatcher. Di seguito, le parole che sulla  grande statista ha vergato Mario Cervi.

Caro Mauro,

scusa, ma mi limito a qualche considerazione.

Ho sempre avuto sconfinata ammirazione per Margaret Thatcher, per la sua risolutezza nell’imporre un liberalismo brutale ed efficace, per il  suo orgoglio.

Le misure che la ‘lady di ferro’ ha imposto al suo Paese non erano meno dure di quelle imposte ai loro da Mario Monti o dallo spagnolo Rajoy.

Erano molto più dure.

Ma – all’opposto di Monti e Rajoy- con risultati alla lunga trionfali.

La Thatcher e il suo popolo hanno dato innumerevoli prove di carattere.

Ma nessuna maggiore dell’invio della flotta all’altro capo del  mondo per riconquistare – dopo che erano state perdute senza batter ciglio l’India e gran parte dell’Africa – un arcipelago miserabile.

Questione d’onore.

Mi tolgo il cappello di fronte alla Thatcher statista.

Sono più perplesso nel valutare i suoi giudizi storici e sociopolitici.

Il detto secondo cui l’Europa è un prodotto della storia, l’America della filosofia, può essere con buoni argomenti rovesciato.

Si può affermare che proprio  l’Europa è un prodotto della filosofia (infatti ci fu chi si batté perché nel prologo della mai varata carta costituzionale europea fossero indicate le radici greche, giudaico cristiane e illuministe del pensiero europeo).

Si può egualmente affermare che gli Usa – figli dell’empirismo, del melting pot, del provando e riprovando, della concezione positiva della ricchezza -siano lontani anni luce dalle concezioni astratte.

Siano sì, loro, un prodotto degli eventi.

Ugo Stille mi disse un giorno che la giustizia italiana  aspira ad avvicinarsi a un ideale supremo, vuol venire dall’alto.

La giustizia americana viene dal basso, viene dal tempo in cui i vecchi della carovana di pionieri punivano le trasgressioni avvenute nella comunità.

Donde il giudice elettivo.

Chiedo scusa, Margaret per questo marginale e del tutto irrilevante dissenso postumo.

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