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Enrico Letta e John Garner

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1932, USA, il presidente in carica Herbert Hoover, repubblicano, a seguito del crollo di Wall Street del ’29 e della terribile ‘Grande Depressione’ in atto, è battibilissimo.

In campo democratico, Franklin Delano Roosevelt è il maggior pretendente alla nomination.

Nelle primarie, però, trova fieri oppositori e in particolare deve scontrarsi con John Garner, detto ‘Cactus Jack’. Un politico della vecchia generazione duro a morire.

La lotta prosegue in sede di convention.

Poi, d’improvviso, l’accordo.

‘Cactus Jack’ convoglia i voti dei delegati a lui fedeli su F.D. che ottiene la desiderata investitura e parte alla conquista della Casa Bianca.

In cambio, a Garner va la vice presidenza.

Un giovane giornalista riesce a parlare con il futuro vice e chiede come sia stato possibile per lui mettersi d’accordo col rivale dopo averlo demonizzato per mesi e mesi e contrastato durissimamente fino al giorno prima.

Enrico Letta

Enrico Letta

“La politica è una cosa strana, ragazzo. Lo capirai col tempo. Molto tempo”, è la risposta che ottiene.

L’episodio mi è tornato alla mente, ascoltando Marco Travaglio giovedì sera.

Ricordava, il vice direttore de ‘Il Fatto quotidiano’, che Enrico Letta, adesso impegnato nella formazione di un governo che unisca PD e PDL, solo pochi giorni prima aveva categoricamente escluso ogni possibile intesa con gli odiatissimi berlusconiani pidiellini.

Ecco, Letta potrebbe oggi, a propria giustificazione, riprendere le parole di Garner.

Questo, se ne fosse a conoscenza, cosa della quale fortemente dubito.

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