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Napolitano a proposito dell’Ungheria nel 1956

Commenti (1) Varie ed eventuali

Sottolineo il detestabile comportamento tenuto nel 1956 da Giorgio Napolitano.

Ricordo come ebbe a dichiarare, intervenendo alla camera in nome del Partito Comunista sui fatti d’Ungheria (per i giovani incolti e per i dimentichi, rammento che l’esercito sovietico aveva soffocato nel sangue le giuste rivendicazioni di un minimo di libertà e indipendenza magiare), che “l’intervento dell’Unione Sovietica era da considerare un atto d’umanità”.

Inoltro agli amici, ed ecco che l’ottimo Luciano Lanza mi risponde sottolineando il fatto che allora la decisione di fare intervenire in quei particolari toni e con quelle parole il futuro inquilino del Quirinale era stata presa dal segretario del PCI Palmiro Togliatti, il quale, con sottile perfidia, lo aveva scelto ritenendolo il compagno piu’ vicino alle posizioni ideali degli insorti e per questo, in cotal modo, punendolo.

Che dire se non che io non avrei mai accettato una simile umiliazione?

Che dire se non che a seguito di questa rivelazione il mio giudizio sul comunista già fascista, se possibile dato che è pessimo, peggiora?

Un uomo inqualificabile!

One Response to Napolitano a proposito dell’Ungheria nel 1956

  1. roberto ha detto:

    passando in rassegna la gazzetta del popolo del novembre 1956 leggo che anche
    pertini era in sintonia con napolitano e difese l’invasione russa.pertini e altri
    socialisti filo sovietici vennero definiti carristi e nella seduta in parlamento per
    commemorare i caduti ungheresi-un minuto di raccoglimento-quasi tutti i parlamentari pci non si alzarono.alcuni nomi…
    amendola,togliatti,giuliano e giancarlo pajetta,ingrao,napolitano,pertini,lelio
    basso,dario valori,tullio vecchietti.quanti padri della patria… cordiali saluti roberto

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