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I negozianti di ieri e di oggi? La differenza

Nessun commento Varie ed eventuali

Fino a una trentina abbondante d’anni fa, un negoziante che aprisse e conducesse un esercizio in un qualsiasi centro città (e spesso anche in periferia quando non estrema) o in un paese di una qualche consistenza, con l’andar del tempo e lavorando duramente come ai nostri giorni nessuno si sogna di fare, riusciva a comprare dapprima le mura del suo negozio, poi gli appartementi vicini, magari un bell’appezzamento di terra in campagna ed altro ancora.

Oggi, chiude il negozio e se possiede qualche bene al sole è costretto a vendere per sopravvivere.

Il mondo è in crisi, ci dicono.

La verità è che in quegli anni beati non si pagavano le tasse, non si pagavano i contributi, non si battevano gli scontrini fiscali che, anzi, appena piu’ indietro nel tempo, neppure esistevano.

Di piu’, eravamo liberi di svalutare e battere moneta quando necessario.

Ma come abbiamo fatto a ridurci volontariamente cosi’?

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