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Conosciamo meglio Ignazio Marino

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Candidato sindaco del PD al Comune di Roma

“Nel luglio del 2009 Ignazio Marino si era candidato alla segreteria del Partito Democratico, sfidando Pier Luigi Bersani e Dario Franceschini: ottenne alle primarie il 12,5 per cento dei voti, dopo aver avuto circa la metà dei consensi al congresso tra gli iscritti del partito. Subito dopo aver presentato la propria candidatura, il quotidiano il Foglio chiese al senatore di chiarire le ragioni per cui sette anni prima aveva interrotto i rapporti di lavoro con un importante centro medico americano.

Il Foglio aveva pubblicato una lettera di dimissioni datata 6 settembre 2002 controfirmata da Marino e scritta dal direttore dell’University of Pittsburgh Medical Center (UPMC) della Pennsylvania. A Marino erano contestate delle irregolarità amministrative e gli venivano imposte una serie di condizioni per la risoluzione del suo rapporto di lavoro con il centro medico americano in cui Marino aveva una cattedra: il rimborso della cifra contestata, la restituzione dei materiali offerti dall’università, la rinuncia a ogni buonuscita e l’allontanamento anche dal Centro Nazionale Trapianti di cui Marino era membro e dall’Ismett di Palermo, uno dei centri di trapianti più importanti d’Europa fondato dallo stesso Marino tre anni prima in collaborazione con Pittsburgh.

Marino si era difeso affermando che effettivamente risultavano delle «discrepanze» su alcuni rimborsi che lui stesso aveva deciso di segnalare. Proprio per questo motivo «si era creata una situazione conflittuale con l’amministrazione» dell’Università. Sulle motivazioni che avevano portato alla pubblicazione della lettera a sette anni di distanza, il senatore aveva spiegato: «C’è un interesse di qualcuno a fare in modo che si parli di episodi conclusi e che non hanno avuto alcuna rilevanza legale: si vuole impedire che si parli dei contenuti della mia candidatura. Un fatto molto grave. Chi vive tra due paesi e presenta migliaia di rimborsi in oltre 15 anni di lavoro può commettere qualche sbaglio».

Alla fine del 2012 una sentenza ha condannato una serie di articoli successivi del Foglio, del Giornale e di Libero, per lo “stravolgimento” di quei fatti attraverso “un’interpretazione personale, fuorviante e fuorviata”, stabilendo che non fosse fondata la tesi del nesso tra l’allontanamento di Marino dall’ospedale di Pittsburgh e le irregolarità amministrative, né quella della loro “intenzionalità”.

Ignazio Marino

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