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In morte di Miguel Poblet

Nessun commento Coccodrilli, Sport

Anni Cinquanta, poco dopo la metà.

A Varese, invitati e giustamente assai ben trattati dal punto di vista economico, dal mitico Giovanni Borghi, patron della Ignis, un infinito gruppo di atleti: in specie giocatori di basket, pugili e ciclisti.

Tra questi ultimi, Miguel Poblet.

Miguel Poblet con Giovanni Borghi

Miguel Poblet con Giovanni Borghi

Spagnolo, lungi dall’essere uno scalatore come l’allora dominante in salita Federico Martin Bahamontes, un grande sprinter capace di vincere due volte la Milano Sanremo, appunto in volata, addirittura venti tappe al Giro e di imporsi in qualche duro sprint anche sulle strade del Tour e della Vuelta.

Simpatico e amichevole, in tuta e lasciando la bici all’esterno, frequentava, per una spremuta d’arancia per carità, un bar del centro cittadino.

Con lui, a volte Ercole Baldini.

Ragazzino, li guardavo da fuori con orgoglio: la mia città li ospitava e li amava.

Era allora, seguito per quanto oggi impossibile possa apparire dal pugilato, lo sport delle due ruote quello maggiormente amato, molto più del calcio.

Ieri, Miguel, ottantacinquenne, ci ha lasciati.

Chapeau!

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