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“Sono stato triste”

Commenti (2) Varie ed eventuali

Di gran lunga la miglior pellicola che mi sia stato dato modo di vedere negli ultimi vent’anni, decisamente degna di entrare a far parte, e non in ultima posizione, dei ‘miei’ dieci film preferiti, ‘In Bruges’, opera prima di Martin McDonagh, oltre a una storia del tutto inconsueta e a una carrellata di personaggi indimenticabili (grandi, le interpretazioni), propone almeno tre scene che restano nella memoria.

Tornando indietro nello scorrere della storia, il bellissimo e folle finale, la risalita di Ken (un perfetto Brendan Gleason) in cima alla torre che domina la città belga e il suo precipitare nel mentre una splendida e dolente ballata sale a invadere lo schermo (sequenza che va vista e rivista con l’audio a mille), la straziante morte in chiesa del bambino verso l’inizio.

E  a quest’ultimo riguardo, come non riflettere sul bigliettino che il piccolo, prossimo alla confessione quando erroneamente colpito, tiene in mano e nel quale sono elencate le fanciullesche ragioni del suo pregare (“Fa che il compito di matematica domani vada bene”) e una presunta mancanza (“Sono stato triste”)?

Ecco, se davvero la tristezza è peccato, difficile che mi sia dato di salvarmi tanti e tali sono momenti di malinconia e d’affanno che percorrono la mia vita.

2 Responses to “Sono stato triste”

  1. Carmine Ferrara ha detto:

    Un bellissimo film!!! Superbe interpretazioni!!!

  2. Francesco Ronchi ha detto:

    Condivido l’apprezzamento per In Bruges. Io personalmente vi ho apprezzato anche qualche riferimento alla “banalità del male”, intesa dal punto di vista del lavoro del killer professionista, che si avvicina molto ai momenti migliori di talune pellicole dei (sopravvalutati) f.lli Cohen, o anche al Donnie Brasco del (quasi sempre) grande Al Pacino. F. Ronchi

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