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Dell’insoddisfazione

Nessun commento Varie ed eventuali

Da sempre, carissimo amico, vado dal barbiere per la quotidiana rasatura. Da poco tempo, ritiratisi l’uno dopo l’altro per anzianità i miei diversi barbitonsori, ho a che fare per la bisogna con una giovane signora, specializzata in teste femminili ma capace di apprendere la particolare arte della sbarbatura al meglio.

Ho, quindi, l’opportunità  – e ne approfitto – di confrontarmi con lei, donna sveglia e di ben differente generazione, sui più diversi temi.

Non so come, ieri, mi è occorso di proporle la seguente riflessione: quando ero un ragazzo, nelle edicole, i settimanali e i periodici dedicati a quello che oggi si definisce ‘gossip’ erano certamente meno di dieci e si rivolgevano esclusivamente alle persone, per così dire e se me lo permetti, di poca cultura e di piccola estrazione sociale, tanto che per identificarli molti li chiamavano ‘giornali delle serve’, come adesso sarebbe impossibile fare.

Oggi, invece, le riviste ‘gossippare’ non si contano, hanno invaso i chioschi e costretto all’angolo le altre che sopravvivono a stento. Intendevo, così dicendo, denunciare il per me evidente declino culturale e già mi preparavo – eccessivamente semplificando, lo so – a sostenere che responsabile del medesimo declino fosse la televisione. Quand’ecco che la gentile signora mi dice qualcosa di sorprendente: “Vede, un tempo, le persone che avevano bisogno di sognare leggendo di questo  o quel vip erano in fondo poche. Ora, sono un vero stuolo. Gli insoddisfatti son aumentati vertiginosamente. Ho provato, qui in negozio, a comprare e proporre ai clienti riviste di ogni genere e ho potuto vedere come stanno le cose: perfino le pubblicazioni che trattano di moda restano intatte e non parliamo di quelle, tra virgolette, ‘serie’. Tutti, tutti, uomini forse in testa, leggono invece e rileggono di attori, attrici, veline, scandali più o meno inventati e via dicendo. Cercano di dimenticarsi e di vivere la vita degli altri”.

ùChe dire, dal mio punto di vista, se così è, se non che trovo assolutamente incredibile che qualcuno, anche solo una persona, possa volersi identificare in una velina o, qualsiasi cosa sia (e non voglio saperlo), in un ‘tronista’?

Vivo ‘fuori’, in un qualche ‘altrove’? Non ho contezza della realtà?

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