mdpr1@libero.it

John Huston, il grande sacerdote e l’eternità

Nessun commento Cinema

Quarant’anni fa, 1973.

Da lungo tempo, John Huston – che amava e conosceva a menadito Rudyard Kipling – pensava di ricavare un film da un racconto giovanile di ambientazione indiano/himalaiana di quel magnifico scrittore inglese premio Nobel per la letteratura: si trattava de ‘L’uomo che volle farsi re’.

John Huston

John Huston

L’aveva dapprima proposto ad Humphrey Bogart che però era già gravemente ammalato e che di lì a poco sarebbe morto.

Ne aveva parlato con Clark Gable nel 1960 durante le riprese de ‘Gli spostati’, ma mentre cercava l’altro protagonista anche Gable era passato a miglior vita.

Ora, trovato un produttore e scritta la sceneggiatura con Gladys Hill, lo proponeva a Paul Newman, pensando di affiancargli Robert Redford.

Il divo americano, subito entusiasta dell’idea, lesse il copione ma alla fine concluse – giustamente vista la vicenda narrata – che gli interpreti non potevano che essere inglesi.

Di più: nell’intento di migliorare il prodotto filmico, arrivò a suggerire di affidare i ruoli specificamente a Sean Connery e Michael Caine.

Girato nel 1975 in Marocco, con campo base a Marrakesh, tra mille problemi (era impossibile operare nel Kafiristan laddove il racconto era ambientato), ‘L’uomo che volle farsi re’, che, fra parentesi, risultò costosissimo, resta nella storia del cinema soprattutto in ragione delle magnifiche interpretazioni dei protagonisti. E, d’altra parte, in quegli stessi anni, sia Connery che Caine stavano esprimendosi al loro meglio.

Tra i mille episodi, quello relativo al ruolo del grande sacerdote che Huston alla fine affidò ad un vecchissimo marocchino che si aggirava incuriosito nei dintorni del set e che, naturalmente, neppure sapeva cosa fosse il cinema.

Assieme a lui, due sacerdoti ‘minori’: il patriarca della locale moschea e un berbero che veniva dalle montagne.

Verso la fine del film, li convocò per far loro vedere le scene alle quali avevano preso parte.

Tramite un interprete volle sapere cosa ne pensasse il neo ‘gran sacerdote’.

“Non moriremo mai”, fu la risposta del centenario.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *