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Boxe al tappeto

Commenti (1) Sport

“Di tutti gli sport, l’unico che ami veramente è la boxe. Certo, è uno sport che a poco a poco va scomparendo. Ma mi auguro che, nei giorni che mi restano da vivere, ci sia sempre, da qualche parte, un’arena in cui potere andare…”.

Così, già nel 1911, Jack London, pessimisticamente, guardava al futuro del pugilato dopo averne descritto battaglie e protagonisti in splendidi articoli per le pagine sportive delle gazzette ed avendone saputo trarre spunto per bellissimi racconti, forse superati soltanto dall’Ernest Hemingway di ‘Cinquanta bigliettoni’.

Ora – a così grande distanza di tempo – possiamo ben dire che la fosca previsione di London, almeno in Italia, si è talmente avverata che dell’effettivo tramonto della boxe si possono rendere conto solo gli appartenenti alla mia generazione perché i giovani del pugilato altro non vivono che gli stanchi e lontanissimi echi che arrivano dagli Stati Uniti.

Qualcuno, rispolverando antiche teorie, sostiene che il pugilato “fiorisce laddove c’è fame” e che quando questa è passata e si può più facilmente raggiungere l’agiatezza economica per altre vie assai meno dure, la boxe è destinata a scomparire.

Sarà pur vero, ma allora – follemente – mi trovo a rimpiangere le molte sofferenze che avevano portato Sandro Mazzinghi ad essere il terribile ‘guerriero’ che era, Nino Benvenuti ad affinare all’estremo la sua ‘intelligenza’ pugilistica e tutti noi a sognare e a gioire con loro.

Sandro Mazzinghi e Mauro della Porta Raffo

Sandro Mazzinghi e Mauro della Porta Raffo

One Response to Boxe al tappeto

  1. Sandro Mazzinghi ha detto:

    Carissimo Mauro hai ragione anche io spero che la boxe ritorni ad essere quella nobile arte di un tempo e come te a gioire per uno sport a mio parere bellissimo.
    Un abbraccio affettuoso….
    Sandro Mazzinghi
    http://www.facebook.com/pages/SANDRO-MAZZINGHI/161836326149

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