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Sordità, istruzioni per l’uso

Commenti (1) Varie ed eventuali

Passano gli anni, si invecchia (e non dico “ahimè”, come molti, vergando queste stesse parole, fanno, perché l’unica alternativa è invece un altro ‘passaggio’: quello ‘a miglior vita’) e si diventa sordi.

O, meglio, io, piano piano, divento sordo.

Questione ereditaria: mio nonno materno, a partire dai settanta, non sentiva quasi nulla, mia madre appena poco di più.

Ora, da quando, all’incirca una quindicina di anni fa, mi sono accorto di quanto andava accadendo, la mia maggiore preoccupazione è stata quella di dichiarare, di rendere nota, ogni qual volta ritenga che sia necessario e soprattutto quando i miei interlocutori parlano piano, questa mia manchevolezza.

Lo faccio perché può capitare (e capita) che in una conversazione, non avendo ben compreso la domanda che mi viene posta o la replica ad una mia affermazione, io risponda a vanvera lasciando di sale quanti mi ascoltano.

“Sono sordo”, comunico in anticipo a quei dannati che quasi bisbigliano, “e ve lo dico perché, dovessi mai prendere fischi per fiaschi, non pensiate che, invece, sia scemo!”

Consiglio ai sordastri miei pari il medesimo comportamento ed anche, perché no?, agli scemi veri.

One Response to Sordità, istruzioni per l’uso

  1. Rita ha detto:

    da qualche anno sono diventata sorda per “eredità”, porto le protesi e sento quasi “benissimo”.

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