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Ginnastica orale

Nessun commento Amarcord

Invecchio e, fra le altre infinite mutazioni che l’invecchiare comporta, leggo i necrologi che giornalmente appaiono sul quotidiano locale con differente attenzione.

Una volta – memore di quando, incontrato un conoscente che non vedevo da qualche tempo e avendogli chiesto “Come sta tuo padre?”, mi ero sentito rispondere “E’ morto da tre mesi” – per non trovarmi nuovamente in quella imbarazzante situazione.

Oggi, soprattutto, per vedere se tra i defunti non si annidi un compagno di scuola, un amico, un sodale magari di vecchia data.

E quando, come in questo preciso momento, così accade, subito i ricordi di un qualche particolare attimo  di comunione tra noi si affollano alla mia mente.

Quanto a F*** – del quale leggo che corre addirittura il quindicinale della dipartita –  poi, per il vero, non sapevo neppure che se ne fosse andato.

Brillante, casinista quanto si deve, divertente, vago, infaticabile affabulatore, il Nostro aveva collaborato con me negli anni Ottanta proponendosi e di seguito operando quale improvvisato subagente assicurativo.

Non pochi i contratti conclusi positivamente.

Non poche, peraltro, le beghe conseguenti al fatto che, pressappochista quale era, spesso induceva il possibile contraente a sottoscrivere la polizza non soffermandosi sui particolari.

Fra i colleghi (primi bersagli della sua nuova attività), era a quel punto noto, più che per il nome o la qualifica, per la frase che, sottoponendo loro i fogli da siglare, invariabilmente – e nel tono come nell’atteggiamento dando certezza che tutto fosse assolutamente a posto – diceva: “Metti una firma qua”.

Meridionale di buoni studi, ricordava con particolare passione gli anni lontani della frequentazione liceale.

“Eravamo cinquantasette in classe e ti puoi immaginare …”, diceva, quasi sognando, per poi, d’un tratto sarcastico, concludere: “Mancava tutto, tranne l’allegria e pensa, visto che la palestra proprio non esisteva, facevamo due ore settimanali di ginnastica orale!”

La terra ti sia lieve, amico mio.

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