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Roberto Formigoni e Rocky Marciano

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Lo so, lo so, in politica come nello sport è difficilissimo lasciare al momento giusto.

Indro Montanelli sosteneva che fra tutti coloro che in un qualche momento della loro vita hanno avuto il potere in mano l’unico capace di andarsene sia stato Silla, e pensate quanto tempo fa.

Ebbene, fra i mille e mille che non sono stati capaci di imitare l’antico romano, certamente Roberto Formigoni.

Roberto Formigoni

Avesse lasciato dopo il secondo mandato lombardo, lo ricorderemmo con ammirazione e rimpianto.

Invece…

Roberto – mio antico avversario a calciobalilla, pressappoco mio coetaneo e che ha conseguentemente i miei stessi ricordi che definirei ‘generazionali’ – se non a Silla, avrebbe dovuto ispirarsi almeno al grande Rocky Marciano, il ‘Rocky ‘vero’, non quello buono per lo schermo inventato da Sylvester Stallone.

Dopo l’incontro con Archie Moore nel quale aveva difeso il titolo mondiale dei massimi vincendo per ko al nono round, Marciano lascio’ trascorrere qualche mese e infine annuncio’ il ritiro.

Aveva ‘sentito’ i colpi del forte rivale e aveva compreso di essere vicino al proprio limite.

Lascio’ la cintura e i lauti futuri probabilissimi guadagni.

Preferiva andarsene integro e imbattuto (quarantanove combattimenti, quarantanove vittorie, quarantatre ko, senza nessun possibile confronto tra le dodici corde).

Formigoni non solo ha ‘sentito’ i colpi ma barcolla per il ring della politica e quando va bene si aggrappa alle corde, all’avversario, all’arbitro cercando invano – cadrà – di restare in piedi.

Peccato!

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