mdpr1@libero.it

Le arringhe di Alan Shore

Nessun commento Cinema

Sono, lo confesso, un cultore e un consumatore di telefilm americani, in particolare di quelli ambientati nel mondo forense.

E di certo per via del mitico ‘Perry Mason’ di antica memoria, per le indagini serrate del suo amico detective Paul Drake, per la casta e composta avvenenza della segretaria Della Street, tutti intenti a comporre uno spettacolo che da ragazzino seguivo sul piccolo schermo senza perdere un episodio.

Raymond Burr

Fatto è che il team, la squadra messa insieme sulla pagina da Erle Stanley Gardner e, massimamente, quella dei protagonisti delle trasposizioni televisive, lo ‘spalluto’ Raymond Burr in testa, mi hanno per sempre marchiato.

Tra le mille – almeno mille – serie del genere che ho nei decenni seguito, la migliore resta senza dubbio ‘Boston legal’.

Uno studio di gran nome e di largo successo ovviamente collocato a Boston.

Una serie di avvocati – l’uno diverso dall’altro – particolari.

Tre attori straordinari – da James Spader a William Shatner a Candice Bergen – contornati da un vero stuolo di caratteristi di classe.

Soprattutto, un ideatore e sceneggiatore (capo, visto che a volte era coadiuvato) fuori dagli schemi e bravissimo: David Kelley.

Per inciso, se vi capita di leggere il suo nome quale autore di un ‘legal’ non lasciatevelo sfuggire per nessuna ragione.

James Spader

Ora, quel che sostanzialmente distingue ‘Boston legal’ dagli altri pur ottimi telefilm è il fatto che le arringhe conclusive pronunciate in tribunale dal personaggio principale – un avvocato come non se n’è mai visti prima e non se ne vedrà, scommetto, impersonato da un James Spader ispiratissimo – Alan Shore (questo il suo nome) rappresentano come meglio non si potrebbe quel particolare, ideale spirito libertario, radicale e insieme profondamente democratico (non assolutamente in senso partitico, perbacco) che ai miei giovanili tempi sembrava connaturare proprio gli Stati Uniti d’America.

Per bocca di Alan Shore parlano Thomas Jefferson, Abraham Lincoln, Theodore Roosevelt, Lyndon Johnson, i quattro più grandi e incisivi presidenti della storia.

Per bocca di Alan Shore parlano Henry Thoreau, John Marshall, Clerence Darrow, Mark Twain, tutti coloro insomma che hanno contribuito a creare l’etica nazionale USA, tanto degradata ai nostri giorni.

Sarebbe bello, eccezionale per il vero, registrare queste emozionanti perorazioni e proporle, adeguatamente introdotte ad indicarne agli ignari il tema, l’una dopo l’altra.

Lo farò.

Prima o poi, lo farò!

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *