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“Supplì al telefono”

Nessun commento Varie ed eventuali

Giulio e Tommaso, i miei nipoti abiatici, quando per caso sentono parlare della vecchia e cara nostra moneta (“Sono rimasto senza un lira”, “Bambole, non c’è una lira” e chissà quant’altre espressioni del genere possono venire alle labbra dei nonni e dei genitori e quindi alle loro orecchie…) restano basiti.

L’euro e solo l’euro è, per quel che li riguarda, la moneta in corso.

Supplì al telefono

Ma quanti mai altri modi di dire risultano al giorno d’oggi incomprensibili alle nuove generazioni e non solo ai giovanissimi?

Parlavo, poco fa, di cibo (una fame, vista l’ora prossima al mezzogiorno!) con un conoscente sulla scarsa venticinquina d’anni di origini romane ed ecco venirmi alla mente il mitico supplì.

“Buono, buonissimo poi quello ‘al telefono”, gli faccio.

“Al telefono?”, e mi guarda smarrito.

E’ abituato ai cordless, ancor più ai cellulari.

Cosa può saperne dei fili dei vecchi telefoni ai quali assomiglierebbe la mozzarella che resta a congiungere le due parti del supplì quando lo si divide?

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