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Biliardi e comicità

Nessun commento Amarcord

Ho già altra volta trattato dei cosiddetti ‘matti della sponda magra’ e cioè di quella incredibile stirpe di strani personaggi che, da sempre, ma con maggiore evidenza nella seconda metà del trascorso Novecento, la sponda varesina del lago Maggiore ha saputo produrre quasi senza soluzione di continuità.

Molti tra questi (e penso, ovviamente, almeno a Dario Fo, Nanni Svampa, Renato Pozzetto, Francesco Salvi, Massimo Boldi ed Enzo Iacchetti), sia pur percorrendo in seguito strade tra loro diverse, traggono origine da una stessa, particolarissima ‘scuola di comicità’ locale che, vista la loro età (non me ne vogliano, ma hanno tutti superato la cinquantina o poco ci manca) e il fatto che all’orizzonte non appaiono giovani talenti in grado di imitarli, sembra avere esaurito la propria linfa vitale.

La ragione di tale inarrestabile inaridimento va ricercata, a parer mio, nella lenta ma continua scomparsa in tutto il Varesotto delle sale da biliardo!

MdPR al biliardo

Era lì, intorno al tavolo dal bel panno verde, infatti, che, durante i lunghi mesi invernali e i molti periodi di brutto tempo – dalle nostre parti, non mancano mai – i tanti sfaccendati (ed io tra loro), a Luino, Laveno, Varese e nella Valceresio, erano soliti, trenta e più anni orsono, trascorrere le ore, ogni giorno, impegnati nel nobile gioco e sempre attorniati dagli immancabili spettatori.

Era in quei locali pieni di fumo, laddove i diversi caratteri dei giocatori e degli astanti sempre pronti a partecipare alle discussioni venivano a confronto liberamente, che, riandando tra un colpo e l’altro con la memoria agli episodi delle trascorse estati (se occorreva, debitamente ‘reinventati’) o alle avventure, vere o false che fossero, di questo o di quello, si ‘costruivano’ le mille e mille storie che, in seguito, nuovamente raccontate comme il faut, costituivano l’ossatura, la trama dello spettacolo, cabarettistico o comico che fosse.

Senza più biliardi, magari ‘imbesuiti’ davanti ad una slot machine che li impegna in modo totale ed assoluto e li fa stare sempre da soli, cosa mai possono inventarsi di divertente i giovani d’oggi?

 

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